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(ASCA) - Roma, 1 giu - Una proteina potrebbe bloccare la
proliferazione delle cellule tumorali. Un nuovo studio
condotto dal team del dipartimento di oncologia sperimentale
dell'Istituto Regina Elena e pubblicato su Molecular Cell,
prova infatti che la proteina HIPK2 (Homeodomain -
Interacting Protein Kinase 2) svolge un ruolo chiave nel
controllo della divisione cellulare. In questa fase, detta
citochinesi, la proteina consente l'attivazione dell'istone
H2B che, a sua volta, da' il via alla formazione di due
cellule figlie ''normali''. I ricercatori hanno anche
osservato che in assenza della proteina HIPK2 la citochinesi
si blocca e si formano cellule figlie binucleate, che possono
accumulare ulteriori difetti responsabili dell'insorgenza di
un tumore.
I risultati dello studio riconoscono per la prima volta
alle proteine HIPK2 e H2B una funzione fondamentale per la
stabilita' del genoma e la corretta divisione cellulare.
Spiegano gli scienziati: nel nostro organismo la divisione
di una cellula madre in due cellule figlie culmina con la
citochinesi, ossia la divisione del citoplasma. I difetti
accumulati dal processo di divisione cellulare possono
condurre ad una mancata separazione delle cellule figlie e
alla formazione di cellule binucleate alla base della
tumorigenesi, vale a dire dell'insorgenza del cancro.
Nonostante il fenomeno sia noto da molti anni, le cause
scatenanti non sono ancora del tutto chiare. Questo studio
aggiunge un ulteriore tassello.
Sebbene alcune cellule binucleate (tetraploidi) siano
normalmente presenti nel nostro organismo, come per esempio
nel cuore e nel fegato, la formazione di cellule tetraploidi
a causa dell'assenza della proteina HIPK2 durante la
divisione del citoplasma causa instabilita' genomica e
predispone alla proliferazione di cellule tumorali.
''L'interessante scoperta - evidenzia Ruggero De Maria,
direttore scientifico IRE - rappresenta un primo passo verso
terapie mirate che impediscano la proliferazione delle
cellule neoplastiche''.
Il lavoro e' stato realizzato grazie ai fondi dell'AIRC e
del Ministero della salute - Bando giovani ricercatori.
red/mpd


