(ASCA) - Roma, 22 mar - Una giornata di chiusura delle
farmacie per il 29 marzo. E' quanto deciso da Federfarma in
merito al decreto Liberalizzazioni.
''Il Ministero della salute - si legge in una nota della
Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia
italiani - ha diramato un parere interpretativo su alcuni
aspetti dell'art.11 del Dl sulle liberalizzazioni, in vista
dell'entrata in vigore della legge di conversione prevista
per sabato 24 marzo. Tale parere contiene varie forzature e
incongruenze che stravolgono la volonta' del Parlamento e che
avranno un impatto negativo sul servizio farmaceutico. La
forzatura piu' grave e di impatto immediato e' che, secondo
il ministero, tutti i titolari di farmacia che al momento
dell'entrata in vigore della legge avranno compiuto 65 anni
di eta' dovranno nominare un farmacista direttore. Sempre
secondo il ministero, in caso di non ottemperanza la farmacia
dovra' essere chiusa''.
Una interpretazione, prosegue Federfarma, che ''ignora le
osservazioni delle Commissioni parlamentari di Camera e
Senato, tendenti ad 'evitare che si creino ostacoli al
corretto svolgimento del servizio farmaceutico, controversie
e contenziosi' e non tiene conto della lettura data dai
Servizi Studi di Camera e Senato sulla quale si e' basato il
voto dei parlamentari. Se non tempestivamente rivista,
l'interpretazione del Ministero colpira' nel giro di
pochissimi giorni piu' di un milione di cittadini, a
cominciare da tutti coloro che risiedono nelle migliaia dei
piccoli Comuni i cui titolari di farmacia, se ultra 65enni,
non potranno certamente permettersi di assumere e retribuire
un farmacista direttore. Si tratta, con ogni evidenza, di
farmacie a basso reddito, gestite gia' oggi dal solo
farmacista titolare perche' non in grado di assumere nemmeno
un collaboratore. E' un vero e proprio esproprio ai danni di
professionisti che rappresentano l'anello piu' debole della
filiera''. E ancora, evidenzia Federfarma, ''porre il limite
di eta' di 65 anni per il titolare di farmacia appare del
tutto controcorrente rispetto alla tendenza generale
all'aumento dell'eta' pensionabile per tutti i lavoratori
dipendenti e contiene elementi fortemente iniqui e
penalizzanti nei confronti di chi sino ad oggi ha gestito una
farmacia assumendo un insostituibile ruolo nello svolgimento
di un servizio di pubblica utilita'''.
Federfarma, ''che aveva inutilmente chiesto al Ministro
della Salute un incontro sugli aspetti critici del
provvedimento, ha proclamato una giornata di chiusura delle
farmacie per il prossimo giorno 29 marzo e ha convocato
l'Assemblea nazionale per adottare ulteriori iniziative di
carattere sindacale. In ogni caso, sta assumendo iniziative
legali a tutela delle farmacie associate''.
Secondo Roberto Alesse, Presidente dell'Autorita' di
garanzia sugli scioperi, pero', ''all'Autorita' non risulta
pervenuta alcuna proclamazione di sciopero, da parte di
Federfarma, per il prossimo 29 marzo. Si tratterebbe, dunque,
allo stato - ha detto - di un effetto annuncio, anche alla
luce del fatto che, se proclamato per tale data, esso si
porrebbe in violazione dell'obbligo legale del preavviso''.
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