(ASCA) - Vienna, 20 apr - Circa due terzi dei farmaci
attualmente sul mercato non disporrebbe di studi approfonditi
sul loro utilizzo durante la gravidanza o l'allattamento:
sono questi i dati che emergono dalle ultime ricerche
sull'interazione tra farmaci ed allattamento al seno
presentati da Tom Hale, Professore di Pediatria e
Vicedirettore della Ricerca alla Texas Tech University School
of Medicine, in occasione del 7mo International Breastfeeding
and Lactation Symposium di Medela, fino a domani a Vienna.
Se la maggior parte dei farmaci oggi disponibili riporta
nel proprio foglietto illustrativo indicazioni che ne
sconsigliano l'utilizzo alle donne in gravidanza o che stanno
allattando al seno il proprio bambino, in molti casi questo
sarebbe dovuto piu' alla carenza di valutazioni approfondite
sui possibili effetti collaterali che ad una reale
pericolosita'. Fondamentale, dunque, rivolgersi al proprio
medico per una valutazione accurata della terapia da seguire
per poter continuare ad allattare in tutta sicurezza.
I risultati iniziali delle ricerche effettuate dimostrano
infatti che non tutti i farmaci devono necessariamente essere
interrotti e che sono spesso disponibili valide alternative,
in particolare per terapie fondamentali nel post-parto come
anti-depressivi ed anti-psicotici.
''Il numero di farmaci in circolazione aumenta
considerevolmente ogni anno e cio' rende particolarmente
complesso tenersi al passo nel campo dell'allattamento al
seno, soprattutto perche', quando vengono immessi sul
mercato, i nuovi farmaci tendono a non disporre di
informazioni sulle interazioni con l'allattamento. - spiega
il Dottor Hale - Secondo le nostre stime, meno del 33% dei
farmaci in commercio dispone di dati sul loro utilizzo
durante l'allattamento. Stiamo facendo del nostro meglio per
effettuare degli studi sui farmaci maggiormente utilizzati
dopo il parto, in particolare anti-depressivi ed
anti-psicotici.
Ci auguriamo che gli studi sull'allattamento diventino un
obbligo di legge per l'immissione sul mercato dei farmaci''.
Partendo dall'assunto che prima o poi tutte le madri che
allattano si trovano a dover fare ricorso a dei farmaci, il
team di Hale ne ha studiato il meccanismo di trasferimento al
latte. Obiettivo: valutare l'impatto della presenza del
farmaco nel latte sul neonato in base alla sua eta'
(prematuro vs. primi mesi di vita), al volume del latte
(colostro, fase dell'allattamento esclusivo, fasi tardive
dell'allattamento) ed al tipo di farmaco. Valutato in
particolare l'impatto degli anticoncezionali e degli
antibiotici, cosi' come la trasmissione di patologie virali
come l'influenza e l'epatite rispetto ai relativi vaccini.
Una specifica ricerca ha inoltre riguardato l'effetto dei
farmaci sulla produzione di latte.
red/mpd
