(ASCA) - Roma, 10 lug - Ammontano ad almeno 400 milioni di
euro i danni provocati alle coltivazioni agricole dalla
siccita' che con il grande caldo provocato da tre anticicloni
sta 'soffocando' da oltre un mese l'Italia. E' quanto emerge
dal primo monitoraggio effettuato dalla Coldiretti in
occasione dell'arrivo di Minosse dopo che il mese di giugno
si e' classificato al terzo posto tra i piu' caldi di sempre
con la caduta del 71 per cento di precipitazioni in meno
rispetto alla media secondo secondo Isac-Cnr.
''Il mais e' la coltura agricola piu' colpita con le
piante appassite in decine di migliaia di ettari che non
potranno neanche essere raccolte nelle regioni del nord, ma
danni pesanti - sottolinea la Coldiretti - sono stimati anche
per il pomodoro destinato alla trasformazione industriale per
la produzione di passate, polpe e sughi con un crollo del 20
per cento in media sulla produzione attesa, anche se la
qualita' resta buona. La mancanza di precipitazioni ha
ridotto la produzione anche dell'erba medica, foraggio
necessario per l'alimentazione degli animali nelle stalle e
quella di altre coltivazioni come il girasole e le bietole,
ma a soffrire sono anche le verdure e la frutta per effetto
della cosiddetta evapotraspirazione (la perdita di acqua dal
terreno e dalle piante) che con le temperature bollenti ha
raggiunto livelli che - continua la Coldiretti - si
registrano normalmente a fine luglio/agosto. Le coltivazioni
infatti in questa fase stagionale si trovano in un momento
critico di sviluppo e hanno bisogno dell'acqua per completare
il ciclo produttivo''.
''Il caldo ha pesanti effetti anche - sottolinea la
Coldiretti - nel mondo animale con le api stremate dal caldo
che non svolgono piu' adeguatamente il prezioso lavoro di
trasporto del polline e del nettare mentre nelle stalle si
registra un crollo delle produzioni del 10 per cento per
effetto dello stress a cui sono sottoposte le mucche. Ma
l'afa e le temperature - continua la Coldiretti - hanno tolto
l'appetito anche ai maiali che stanno consumando fino al 40
per cento in meno della consueta razione giornaliera di 3,5
chili di mangime''.
''La situazione - precisa la Coldiretti e' aggravata
dall'umidita' che, come per le persone, aumenta la sensazione
di caldo anche per le mucche.
In soccorso nelle stalle sono state allestite - conclude la
Coldiretti - doccette, ventole e condizionatori e utilizzati
integratori specifici a base di sali di potassio
nell'alimentazione preparata dagli allevatori che fanno pero'
aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle
imprese''.
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