(ASCA) - Roma, 1 dic - ''Un sieropositivo su quattro non sa
di essere malato. Oggi si celebra la giornata mondiale contro
l'AIDS e la sfida da vincere e' quella della diagnosi
precoce. L'obiettivo e' riscrivere la legge n.135 del 1990
sulla prevenzione e la lotta all'HIV, rendendo piu' facile
l'accesso a test ed eliminando le complessita' burocratiche
che caratterizzano questa norma. E' necessario riaccendere i
riflettori su questa malattia che continua a colpire,
sottoponendo a test il maggior numero possibile di
persone''.
Lo afferma il senatore Ignazio Marino, Presidente della
Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'efficacia e
l'efficienza del Sistema Sanitario Nazionale, che spiega:
''In Italia solo nel 50% dei casi si arriva a una diagnosi
precoce. Coloro che scoprono tardi di essere sieropositivi, i
cosiddetti 'late presenter', traggono minori benefici dalle
terapie disponibili perche' il loro sistema immunitario e'
compromesso. Una via per intercettare questi portatori
'inconsapevoli' potrebbe essere quella di eseguire test su
tutte le persone che vengono ricoverate in ospedale, salvo
che dichiarino espressamente una volonta' contraria
(opt-out)''. La proposta del senatore Marino e' emersa ieri
durante un convegno al Senato su ''Donne e HIV''. Le stime
indicano che in Italia sono attualmente presenti tra 143.000
e 165.000 persone HIV positive, di cui piu' di 22.000 in
AIDS. Rispetto a venti anni fa, oggi il virus colpisce un
minor numero di persone (circa 4.000 all'anno) ed e'
migliorata la sopravvivenza grazie alle terapie
antiretrovirali. Quindici anni fa i pazienti che iniziavano
il trattamento assumevano non meno di 12-16 compresse al
giorno in 3 somministrazioni, oggi ne basta una per ottenere
risultati migliori.
com/mpd


