(ASCA) - Venezia, 5 gen - E' stato approvato dal Governo
veneto, su proposta dell'Assessore regionale alle politiche
sociali Stefano Valdegamberi, un programma di formazione per
operatori sanitari e sociali e altre figure professionali che
operano nel Veneto con Comunita' Immigrate provenienti da
Paesi dove si effettuano le pratiche di mutilazione genitale
femminile (MGF).
Obiettivo della deliberazione e' di realizzare attivita'
di prevenzione, assistenza, riabilitazione delle donne e
delle bambine gia' sottoposte a tali pratiche. ''Il
provvedimento - ricorda Valdegamberi - e' previsto dalla
legge n.7 del 2006 e dalle relative linee guida approvate dal
decreto del Ministero delle politiche sociali. Per le
attivita' messe in atto in questo settore da parte della
Regione il contributo ministeriale dal 2005 al 2008 e di
1.309.243 euro''. Nel Veneto e', del resto, gia' in atto la
realizzazione di una ricerca finalizzata alla conoscenza del
fenomeno delle mutilazioni genitali femminili nelle comunita'
africane presenti sul territorio regionale. Dai risultati
emerge che il fenomeno ha maggior rilievo nelle comunita'
provenienti da Paesi dell'Africa dell'est e sub-sahariana
come Burkina Faso, Costa d'Avorio, Egitto, Guinea, rispetto
ad altre realta'.
''Da quanto ci dicono gli esperti della Regione - ha
sottolineato l'Assessore alle politiche sociali - le
comunita' africane sono attente verso questa tematica, ma
c'e' bisogno che maturi un contesto culturale che favorisca
l'abbandono di questa pratica. Il piano di formazione degli
operatori puo' senz'altro essere un elemento utile per
progredire in questa direzione a tutto favore del rispetto
dei diritti umani e, in particolare dei diritti delle donne e
delle bambine immigrate. Si ravvisa inoltre la necessita' -
ha aggiunto l'assessore - che nel programma di formazione
locale siano coinvolti il privato sociale e le figure dei
mediatori culturali''.
fdm/sam/bra
(Asca)
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