(ASCA) - Perugia, 8 giu - ''Il nostro calendario venatorio
sembra fatto apposta per andare a caccia di guai''. E' la
riflessione di Paolo Brutti, consigliere regionale
dell'Umbria e fiduciario dell'Italia dei valori, che ha
presentato un'interrogazione sulle norme regionali che
regolano la caccia e chiede che si torni a quelle antecedenti
al 2007, con apertura alla prima domenica di settembre, sia
per le specie stanziali che per quelle migranti. ''Si tratta
di un problema serio - ha aggiunto - che riguarda il 6% della
popolazione adulta locale, ed e' illogico e pericoloso
consentire a tutti i cacciatori, nello stesso momento e con
la stessa tecnica, di insidiare la medesima specie. In questo
modo si abbattono un numero eccessivo di esemplari e si crea
una pressione pericolosa solo su determinate zone. Questo
significa seri pericoli di sicurezza per gli stessi
cacciatori, ovvi problemi con i residenti locali e
incongruenti scompensi alle specie faunistiche''. Brutti
chiede che si agisca secondo quanto prescritto dalla legge
nazionale sulla caccia 157/'92 e si torni alle norme
antecedenti al 2007, con apertura alla prima domenica di
settembre, sia per le specie stanziali che per quelle
migranti, in modo da diversificare la pressione venatoria
che,''maldestramente concentrata, rischia di far estinguere
tortore e colombacci, un tempo molto numerosi nei nostri
cieli. Inoltre - conclude - che non si riproponga il criterio
della doppia apertura, apparso chiaramente penalizzante
rispetto a tutte le tipologie di attivita' venatoria, con
un'inopportuna distribuzione temporale delle possibilita' di
caccia e un approccio che tiene in scarsa considerazione la
tutela di determinate specie''.
pg/mcc/rob
(Asca)
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