(ASCA) - Roma, 23 apr - ''C'e' un legame stretto e diretto
tra cemento e rifiuti nelle attivita' gestite dalla
criminalita' organizzata'', afferma il presidente nazionale
di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. ''Anni di indagini e
di raccolta dati per i dossier sull'ecomafia hanno
evidenziato come lucrosi business illegali si siano
consolidati in tutte le fasi del processo di costruzione,
dalle cave estrattive alla fornitura dei materiali, dagli
appalti per la realizzazione delle strutture allo smaltimento
degli inerti e dei rifiuti speciali''.
L'Osservatorio ambiente e legalita' in Abruzzo avra' il
compito di monitorare le imprese edili e di costruzione
coinvolte nella ricostruzione; controllare il meccanismo dei
subappalti e del nolo di mezzi e macchinari; controllare la
filiera di approvvigionamento e la qualita' dei materiali
utilizzati, in particolare la produzione di calcestruzzo
verificando l'idoneita' delle cave per l'estrazione degli
inerti e della sabbia; vigilera' anche sul trasporto, il
trattamento e lo smaltimento dei rifiuti inerti derivanti dai
crolli e dalle demolizioni, con l'istituzione di un numero
verde a disposizione dei cittadini per la segnalazione di
illeciti ambientali.
''I dati di Ecomafia 2009 - ha dichiarato Angelo Di
Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo - confermano la
necessita' di vigilare con attenzione sulle operazioni di
ricostruzione in questa regione. Oltre alle aziende
costruttrici, tutte le operazioni sul territorio andranno
monitorate affinche' avvengano nel rispetto delle norme
antisismiche e degli equilibri idrogeologici, per garantire
la massima sicurezza sia in termini di legalita' che di
staticita' degli edifici realizzati''.
Dal rapporto di Legambiente, che verra' presentato il
prossimo 5 maggio a Roma, ecco , in sintesi, le indagini piu'
significative nel ciclo del cemento in Abruzzo: l'operazione
Histonium 2, nel giugno del 2008 ha portato all'arresto di
diciassette persone tra cui il boss della 'ndrangheta Michele
Pasqualone che, dalla sua cella nel carcere di Vasto gestiva
un redditizio giro di usura, il racket delle estorsioni e il
mercato illegale degli appalti, controllando di fatto mezza
citta'.
L'inchiesta Ciclone ha invece azzerato l'amministrazione
della citta' pescarese, mandando a casa l'intero consiglio
comunale per un collaudato sistema di gestione illegale dei
lavori pubblici che favoriva, con appalti senza gara, gli
imprenditori del mattone piu' importanti della zona, che poi
ricambiavano con regalie di vario genere. Il villaggio
turistico La Contea a Tagliacozzo, localita' sciistica
dell'aquilano, sarebbe invece uno dei beni immobili nei quali
e' stato reinvestito il favoloso tesoro di Vito Ciancimino,
il potente sindaco-padrone della Palermo degli anni '70,
condannato nel 2001 per mafia e morto nel 2002.
Secondo il comando provinciale di Pescara del Corpo
forestale dello Stato, se si sommassero i materiali scavati
nelle quattro province abruzzesi si formerebbe una montagna
alta piu' di mille metri. Tra gli interventi, il sequestro
nell'agosto scorso di tre siti e la denuncia di 15 persone a
Sulmona. Interessante anche il capitolo sui rifiuti, che qui
accenniamo solamente: Quattro mani e Toxic country, sono i
nomi delle operazioni di polizia che hanno scoperchiato gli
affari sporchi di due organizzazioni dedite ai traffici di
rifiuti, con base in Abruzzo e diramazioni in diverse altre
regioni del territorio nazionale.
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(Asca)
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