(ASCA) - Firenze, 3 mar - Per la gestione dei rifiuti dei
cantieri il giudice di Firenze ha condannato 26 persone a
pene che variano da un minimo di tre mesi di arresto a un
massimo di 5 anni di reclusione per i vertici della Cavet: il
presidente Alberto Rubegni, il consigliere delegato Carlo
Silva e il direttore generale Giovanni Guagnozzi.
Imputati assolti, invece, per l'accusa di danneggiamento di
corsi d'acqua e pozzi privati. Infine, per l'accusa di furto
d'acqua, Alessandro Nencini ha sollevato questione di
costituzionalita' di fronte alla Consulta.
I Pm Giulio Monferini e Gianni Tei avevano chiesto, per i
vertici Cavet, 10 anni di reclusione.
I danni che gli imputati dovranno rifondere sono oltre 150
milioni con tre 'fette' rilevanti di 50 milioni ciascuna per
il Ministero dell'Ambiente, la Regione Toscana e la Provincia
di Firenze. Altri risarcimenti da 160 mila euro riguardano
altri enti locali.
''Sui reati ambientali l'impianto accusatorio e'
sostanzialmente confermato'', ha commentato Monferini mentre
l'avvocato di Cavet Tullio Padovani sostiene che ''la
sentenza ci fa ben sperare per il futuro''.
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(Asca)
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