(ASCA) - Palermo, 3 lug - ''Abbiamo tutti apprezzato la
svolta di Confindustria della linea dura nei confronti dei
propri iscritti in favore di un codice etico in cui
correttezza e legalita' vengono messi al primo posto, per
questo chiediamo con fermezza che venga fermata la scandalosa
situazione dell'ASI di Agrigento, piu' volte denunciata dal
nostro partito attraverso anche un'interpellanza al Ministro
della Giustizia, e finita anche sulle prime pagine del
Corriere della Sera, ovvero sia la maggior parte dei
compeneti e' priva dei requisiti richiesti dalla legge''. Lo
afferma Fabio Giambrone, senatore e commissario regionale
siciliano di Italia dei Valori, segnalando che ''all'Asi,
infatti, ad occuparsi dello sviluppo industriale
nell'Agrigentino non sono imprenditori o tecnici, geometri o
architetti e ingegneri, ma guardie carcerarie, maestre,
vigili del fuoco, forse anche qualcuno della guardia di
finanza (che volendo potrebbe anche starci nella
programmazione di uno sviluppo all'insegna della
legalita')''.
''Risulta che Confindustria ed i sindacati - prosegue
Giambrone - accettino di partecipare con propri
rappresentanti a determinare la politica industriale della
Provincia di Agrigento con il contributo determinante delle
guardie carcerarie che, con il loro apporto, determinano
l'approvazione di bilanci milionari, piani triennali delle
opere pubbliche e piani regolatori. Tale situazione di aperta
illegalita' non puo' essere oltremodo tollerata dai sindacati
dei lavoratori, rappresentati all'interno del consiglio
generale, ne', a maggiore ragione, puo' essere tollerata da
Confindustria, rappresentata in Comitato direttivo ed in
Consiglio generale del consorzio Asi. Pertanto - conclude
Giambrone - facciamo appello al Presidente della Regione
Lombardo ed al neo assessore all'Industria Venturi affinche'
ripristini una situazione di legalita' attraverso una
temporanea, necessaria ed imprescindibile fase di
commissariamento''.
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(Asca)
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