(ASCA) - San Rossore (Pi), 9 lug - Un nuovo modo di pensare,
una conoscenza aperta e integrata, un approccio ai temi
dell'ambiente come strettamente connessi allo sviluppo
economico e alla lotta alla poverta'.
Questi i temi affrontati da Vandana Shiva, fisica indiana,
attivista per la difesa dell'ambiente e teorica di una nuova
ecologia sociale, in una intervista rilasciata all'Asca a
margine del suo intervento al meeting di San Rossore.
D - Come giudica l'accordo sul clima raggiunto al G8'? R -
''In realta' c'e' bisogno di ridurre le emissioni del 90%
entro il 2030 e quindi l'accordo non e' sufficiente, pero' si
parla comunque di impegni piu' alti di quelli su cui si sta
lavorando in vista di Copenhagen''.
D- La Cina e l'India, il suo Paese, fanno resistenze sulla
riduzione delle emissioni. Come giudica la posizione di
questi Paesi'? R - ''Da parte dell'Onu non e' stato posto
nessun obbligo legale per Cina e India, che pero' hanno un
obbligo morale. Il problema, pero', e' che si lavora su una
piattaforma sbagliata perche' oggi la produzione e' su scala
globale e le produzioni peggiori e piu' energivore che ci
sono, ad esempio, in India sono di multinazionali. Quindi non
si puo' dire: questa parte di emissioni e' la parte
dell'India. Ci dovrebbe essere un tetto non per i Paesi, ma
per le multinazionali che hanno la responsabilita' delle
emissioni. Anche perche' le grandi compagnie pongono la loro
impronta ambientale sulla testa dei poveri, che non hanno
nessuna responsabilita' nelle emissioni perche' non hanno
niente''.
D - A suo parere, il G8 puo' svolgere un ruolo importante nel
governare i grandi cambiamenti e le crisi a livello
mondiale'? R - ''C'e' stato un momento in cui il G8 riuniva
le economie piu' forti. Oggi il G8 deve essere una
piattaforma di responsabilita'. Se ci sara' questa
trasformazione avra' un ruolo, altrimenti no''.
D - A suo giudizio, come dovrebbe essere affrontata la crisi
economica'? R - ''L'attuale crisi ha molte radici unite tra
di loro e per affrontarla serve un nuovo modo di pensare, un
atteggiamento radicalmente diverso. Si deve passare da una
conoscenza frammentata e meccanicistica all'integrazione tra
le conoscenze, a una visione olistica del sapere. Ad esempio
i cambiamenti climatici non sono solo un problema
ambientale.
Dobbiamo pensare a come nascono i cambiamenti a partire dal
terreno, le conseguenze che comportano, il modo in cui
consumiamo e capire che ogni cosa che danneggia l'ambiente
danneggia anche i poveri.
Purtroppo anche il mio governo aderisce a questo modo di
pensare in cui ci si occupa prima della crescita, non importa
come, e dopo di risolvere i problemi dell'ambiente. Il tema
del clima e' dunque strettamente legato al tema della
poverta'''.
D - Oggi a San Rossore presentate il Manifesto
sull'integrazione tra conoscenze scientifiche e saperi
tradizionali. Cosa afferma'? R - ''Nel manifesto affermiamo
che tutti gli esseri umani sono soggetti portatori di
conoscenza e tutte le comunita' hanno propri sistemi di
conoscenza e che la conoscenza deve essere olistica e gli
eventi naturali non possono essere ridotti a semplici modelli
di causa-effetto. Inoltre una novita' importante e' che
affermiamo che la sovranita' della conoscenza da parte delle
comunita' deve essere riconosciuta, compreso il diritto di
usarla liberamente, migliorarla e condividerla''.
afe/mcc/bra
(Asca)
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