(ASCA) - Roma, 24 dic - ''Speravamo che si giungesse presto
ad una revoca degli arresti domiciliari. E' tuttavia
assolutamente sconcertante che il giudice per le indagini
preliminari di Pescara abbia appena nove giorni fa firmato
una ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Luciano
D'Alfonso sulla base di accuse ed argomentazioni
pesantissime, oggi ridimensionate con una nuova ordinanza''
Lo dice Massimo Brutti commissario del Partito Democratico in
Abruzzo.
''Evidentemente i recenti interrogatori hanno indotto il
magistrato a riconoscere che non vi era necessita' degli
arresti domiciliari. Ma la prima ordinanza ha prodotto
effetti gravi sotto il profilo istituzionale, poiche' e'
stata la premessa dello scioglimento del comune, ed ha
turbato fortemente l'opinione pubblica. Questa drammatica
altalena si poteva e si doveva evitare. Davvero l'esigenza di
evitare l'inquinamento delle prove, dopo che l'inchiesta era
gia' aperta da tempo,rendeva necessario un provvedimento come
gli arresti domiciliari nei confronti del sindaco di Pescara?
La liberta' personale di Luciano D'Alfonso - anche se egli
era indagato- meritava un maggiore rispetto. Sono convinto
che sarebbe stata giusta una ponderazione maggiore nel
decidere''.
''Il ripensamento di oggi non annulla il danno.
Confidiamo che Luciano D'Alfonso possa uscire indenne dal
procedimento e comunque esprimiamo amarezza di fronte a
questa drammatica vicenda che ha sconvolto la vita di un
cittadino. A maggior ragione, anche per tutelare la
credibilita' della giustizia e' necessario che sui fatti
contestati si faccia luce al piu' presto''.
res-gc/cam/ss
(Asca)
|