(ASCA) - Roma, 5 ott - Una delegazione di consiglieri della
Regione Lazio ha visitato questa mattina il Centro di
identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria a
seguito della notizia di uno sciopero della fame avviato da
tutti gli uomini la scorsa settimana. La delegazione era
composta da Luisa Laurelli (Pd), Enrico Fontana e Anna Pizzo
(Sinistra e liberta'), Ivano Peduzzi (Prc). I consiglieri
avevano notizia che alcuni ospiti erano stati malmenati e che
erano stati disposti alcuni trasferimenti presso altre
strutture a seguito della protesta.
''Alcuni ospiti - riportano i consiglieri - hanno detto di
essere stati malmenati nel corso della protesta ma il
personale ha smentito categoricamente. Il clima all'interno
del centro comunque ci e' apparso tranquillo sebbene esso
fosse, come spesso accade, al massimo della capienza. Nella
struttura sono presenti 125 uomini e 105 donne''.
''In ogni caso - continuano i consiglieri regionali - ancora
una volta ci siamo resi conto che il prolungarsi dei tempi di
permanenza all'interno del Cie accresce l'incertezza del
futuro di queste persone aumentando i casi di disagio
psichico e il rischio di malattie. I tempi lunghi di
permanenza previsti dalle nuove norme del pacchetto sicurezza
entrato in vigore l'8 agosto scorso, sono causati anche dalla
mancata collaborazione delle ambasciate e dei consolati
nell'identificazione dei migranti. Per questo come Regione
intendiamo sollecitare ambasciate e consolati a collaborare.
Meno collaborazione c'e' e piu' pagano gli immigrati colpiti
dal reato di clandestinita', con il rischio di vedere sempre
piu' ridotto il riconoscimento dei diritti umani. C'e'
bisogno poi di rinnovare la convenzione con la Asl RMD per
garantire un piu' stretto rapporto con le strutture sanitarie
territoriali sia per la prevenzione che per la cura. I medici
della Cri presenti all'interno del centro mancano del
ricettario e quindi non possono prescrivere i farmaci
necessari mentre anche per interventi d'urgenza gli immigrati
devono aspettare i tempi ''normali'' degli ospedali che mal
si conciliano con i tempi ristretti di permanenza nel Cie.
Per non parlare della necessita' di provvedere alle
vaccinazioni per l'influenza A. Infine la Regione, insieme al
Garante dei detenuti, deve al piu' presto avviare delle
attivita' di socializzazione all'interno del centro, ad oggi
del tutto inesistenti''.
res-rus/sam/rob
(Asca)
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