(ASCA) - Roma, 4 lug - ''Come si fa a dire che 7,2 miliardi
di tagli a Regioni, Province e Comuni, non sono una manovra?
Altro che spending review, ancora una volta si sceglie la via
di fare pagare ai cittadini e agli Enti locali il conto della
crisi''. Lo dichiara il Presidente dell'Upi, Giuseppe
Castiglione, annunciando per domani una riunione
straordinaria dell'Ufficio di Presidenza dell'Upi in cui
decidere le iniziative da mettere in campo contro i tagli
della manovra.
''Tra l'altro - sottolinea Castiglione - troviamo davvero
scorretto dovere apprendere i contenuti del provvedimento
dalla stampa, dopo essere stati convocati ad un tavolo
ufficiale con il Governo in cui invece nulla ci e' stato
detto ne' sulle modalita' che si intende adottare ne' sui
numeri cui fare riferimento. Se ci atteniamo alle bozze
circolate sui media, e' chiaro che le cifre dei tali che
vengono addebitate alle Province sono del tutto
inaccettabili: 500 milioni di taglio nel 2012 e 1 miliardo
nel 2013, che si aggiungono a quelli gia' stabiliti dalle
manovre precedenti, tutte durissime, che ci hanno ridotto di
3,3 miliardi i bilanci da qui al 2014. Si continua poi a
suddividere il peso dei tagli in maniera del tutto
sproporzionata, con un carico sempre maggiore sulle
Province.
Questo e' evidente, calcolando l'incidenza del taglio sulla
spesa corrente: per il 2012 per le Province si tratta del
5,9%, contro il 2,6% delle Regioni e lo 0,97% dei Comuni. E
nel 2013 arriviamo ad un taglio del 11,8% per le Province
contro il 4,33% delle Regioni e il 3,8% dei Comuni''.
''A questo punto - conclude Castiglione - diventa perfino
ridicolo continuare a parlare di razionalizzazione delle
Province: con queste cifre almeno la meta' delle Province
andra' in dissesto nel 2012 e nel 2013 tutte le altre''.
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