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Mps: associazione piccoli azionisti in campo, punta a posto in CdA

Mps: associazione piccoli azionisti in campo, punta a posto in CdA

22 Febbraio 2012 - 19:19

(ASCA) - Firenze, 22 feb - Mentre proseguono le trattative e le ricerche di nuovi soci ''strategici'' in grado di rilevare una quota di Mps dalla Fondazione, a Siena si mobilitano i piccoli azionisti.

Entro il mese l'ente guidato da Gabriello Mancini dovrebbe ricevere una risposta dalle banche creditrici sul piano presentato per il rientro dal debito di 1,1 miliardi di euro.

La Fondazione reperira' le risorse con la cessione fino a un massimo del 15% delle azioni della banca, valore corrente di mercato intorno ai 700 milioni di euro considerando anche le privilegiate che si convertono automaticamente in ordinarie nel caso divengano di proprieta' di soggetti diversi dall'ente senese. Nei fatti l'ente senese si trasformera' da azionista di maggioranza a minoranza di blocco con una partecipazione nel Monte che puo' scendere fino al 33,5%.

Altra cassa e' gia' stata fatta vendendo, in perdita, la quota dell'1,19% di Mediobanca a cui si aggiungono i 90 milioni incassati dalla dismissione della partecipazione nella Cdp. Restano in predicato di cessione anche altri asset, quali la quota dell'1% in Sator, quella in Fontanafredda fino alla societa' immobiliare Sansedoni, la piu' vintage.

L'accordo con le banche potrebbe pero' prevedere un dimezzamento del debito, cedendo una quota dell'8% di Mps a cui aggiungere la cassa di 200 milioni ottenuta dal disimpegno da Cdp e Piazzetta Cuccia, e un rifinanziamento della parte residua di debito sostituendo l'attuale pletora di creditori (13 banche) con una pattuglia piu' ristretta di istituti di credito. Un percorso dunque piu' graduale e meno doloroso. Il rientro dal debito non e' infatti senza spine, la Fondazione ha le azioni Mps in carico a 0,93 euro contro un prezzo di mercato di 0,41 euro. Per l'ente senese si annuncia dunque, fatto salvo una impennnata del titolo di oltre il 100% entro le prossime settimane o la disponibilita' dei nuovi soci a riconoscere alla Fondazione un sostanzioso sovraprezzo, una minusvalenza di diverse centinaia di milioni. A chi vendere le azioni Mps? Palazzo Sansedoni sta vagliando, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, ''diverse opzioni''.

Sul tavolo non c'e' solo l'interessamento dei fondi Equinox e Clessidra, anche perche' la Fondazione vorrebbe individuare uno o piu' partner ''strategici'' per il futuro dell'Istituto. Intanto e' atteso il via libera alla cessione da parte del Ministero dell'Economia.

La domanda e' partita la settimana scorsa e via XX Settembre ha un mese di tempo per rispondere, con la formula del silenzio-assenso. Nel frattempo si muovono anche soggetti del territorio intenzionati ad aggregare i piccoli azionisti. In campo c'e' gia' l'associazione Adamp, che raduna i dipendenti. ''E' stata costituita nel 2001 ma non e' mai stata attivata - spiega Marco Radi della Fiba Cisl -. Pensiamo che possa raccogliere almeno il 3%. E' un argomento di discussione sul tavolo e credo che ci sia la volonta' di rivitalizzarla''.

L'altro fronte sono le associazioni 'civiche' che puntano a coagulare ex dipendenti, pensionati e altri cittadini per dar vita a una associazione di piccoli azionisti.

''Secondo alcune stime - spiega Romolo Semplici, uno dei promotori - si potrebbe raccogliere un 6-8% di possesso di azioni del Monte dei Paschi. Noi vogliamo radunare questo pacchetto per fare un controllo sulla banca e anche avere la possibilita' di nominare un membro del CdA, magari gia' dalla prossima assemblea, anche se i tempi sono strettissimi''. La prima uscita pubblica e' in programma per il 29 febbraio.

Intanto proseguono a Siena anche contatti e valutazioni per la designazione del nuovo presidente della Banca: l'ex numero uno di Unicredit Alessandro Profumo e' in pole position, ma la partita non e' chiusa. Anche perche', spiegano alcune fonti, c'e' chi teme problemi di ''coabitazione'' con il neo-Dg (e futuro Ad), Fabrizio Viola.

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