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Lavoro: Cia, l'agricoltura difende e moltiplica i posti

31 Agosto 2012 - 12:13

(ASCA) - Roma, 31 ago - ''Nonostante la crisi e a dispetto di tutti i problemi che condizionano la competitivita' delle imprese, l'agricoltura si dimostra un comparto ancora vivo e vitale, anche dal punto di vista occupazionale. E mentre industria e costruzioni archiviano il secondo trimestre con flessioni robuste, il settore primario mette a segno un incremento degli occupati del 6,2% tendenziale''. Lo afferma la Cia - Confederazione italiana agricoltori, commentando il rapporto diffuso oggi dall'Istat.

''Il risultato del comparto nel periodo tra aprile e giugno - spiega la Cia - e' il frutto dell'aumento degli occupati nei campi soprattutto al nord (+13,7%) e al sud (+3,5%), mentre il centro registra un calo del 3,2%. Crescono in particolare le posizioni lavorative dipendenti (+10,1%), concentrate prima di tutto nel settentrione (+23,4%), mentre le posizioni autonome si fermano al +2,9%, 'resistendo' al nord (+10,1%) ma crollando nel centro Italia (-12,3%)''.

''E' sempre piu' evidente, dunque, un ritorno al lavoro in agricoltura - sottolinea la Cia - che la politica non puo' piu' ignorare. Per questo chiediamo al governo di investire davvero sul comparto, dopo averlo lasciato nell'angolo per anni, e dare vita a una vera politica di sviluppo. Bisogna affrontare e sciogliere i 'nodi' che frenano il settore, a partire dai costi di produzione praticamente raddoppiati rispetto a un anno fa, dai prezzi all'origine non ancora remunerativi e da una burocrazia ''elefantiaca'' che pesa sull'agricoltura per 4 miliardi di euro l'anno''.

''Senza dimenticare l'Imu sui terreni e sui fabbricati rurali - conclude la Cia - una sorta di 'patrimoniale in campo' che pero' tassa quelli che per i produttori sono strumenti di lavoro''.

com





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