(ASCA) - Roma, 10 lug - ''Il dato sostanzialmente immutato
rispetto al passato delle aperture di partite Iva nel
commercio e' pero' un nuovo indicatore della profondita'
della crisi''. Lo afferma in una nota la Confesercenti, in
relazione al dato sulle partite Iva a maggio, cresciute del
2,9% su mese.
''Se e' vero che il 23% delle nuove partite IVA avviate
nel maggio 2012 - pari a circa 11.000 unita' - riguarda il
settore commercio ed e' un dato in linea con quello medio -
prosegue Confesercenti - e' ancora piu' rilevante constatare
che nel frattempo nel settore commercio nei primi tre mesi
del 2012 ben 40.399 imprese abbiano cessato la loro
attivita'''.
''Dunque la sostanziale stabilita' del numero di aperture
di partita IVA anche nel commercio - dove la presenza di
giovani operatori stranieri e' nettamente aumentata negli
ultimi anni - e' una manifestazione del tentativo di reagire
alla crisi dei consumi e alla difficile situazione creatasi
sul mercato del lavoro'', conclude Confesercenti, secondo la
quale ''non c'e' altra via che quella di alzare il tiro sulla
spending review, senza esitazioni, per alzare ancor di piu'
il tiro su politiche economiche orientate alla crescita.
Servono risorse significative per dare priorita' ad
interventi che riducano la pressione fiscale, primo
insostituibile passo verso la ripresa, nuovi investimenti,
nuovo lavoro''.
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