(ASCA) - Catanzaro, 3 feb - ''A distanza di pochi giorni
dall'approvazione della L.R. sul 'Piano Casa', da piu' parti
arrivano contestazioni fondate su quanto previsto dalla nuova
norma regionale. Anche noi vogliamo esprimere preoccupazioni
in ragione del nostro ruolo di rappresentanza e di tutela
del lavoro, quello regolare e legato ad interventi di
edilizia sostenibile, in un mercato che deve trovare nuove e
migliori opportunita' per imprese e lavoratori del settore
delle costruzioni nel rispetto di suolo, ambiente e di un
patrimonio immobiliare, quest'ultimo in gran parte
invecchiato e meritevole di attivita' qualificata di
ristrutturazione e risanamento''. Lo si legge in una nota di
Cgil Calabria.
''Esattamente il contrario di quanto previsto dalla L. R.
che, a nostro modo di vedere, determinera' l'avvio di una
stagione di speculazione edilizia e quindi di indirizzo del
settore delle costruzioni ad una fase di indiscriminata
cementificazione nella nostra Regione. La Calabria, la sua
economia, il settore delle costruzioni sicuramente non
avevano bisogno di un'attivita' di cementificazione
indifferenziata - dice la Cgil - fatta di aumenti di
volumetrie, ma avevano bisogno di vivere opportunita' e
strategie fondate su politiche mirate ad un uso sostenibile
del territorio, alla rigenerazione urbana, alla
riqualificazione energetica del patrimonio edilizio con
attivita' di ristrutturazione , riuso e valorizzazione degli
immobili esistenti,con opere di demolizione e conseguente
ricostruzione nel rispetto delle volumetrie esistenti e
quindi senza alcun ampliamento''.
''Sempre a proposito di false opportunita' per imprese e
lavoro cosa dire della previsione degli interventi relativi
ad immobili non residenziali con particolare riferimento
alle unita' produttive, industriali ed artigianali, per una
presunta azione in favore del tessuto produttivo che pero'
non trova alcun raccordo e sostegno strategico e sinergico
in provvedimenti dell'attivita' di governo dell'esecutivo
regionale mirati allo sviluppo e quindi alla creazione di
produzione e lavoro.
Non vorremmo che le maglie larghe della legge regionale
sul Piano Casa - afferma la Cgil - rappresentassero un
ulteriore attentato alla devastazione del territorio,
dell'ambiente e del paesaggio, registrando la carenza di
azioni per una seria riqualificazione e valorizzazione del
territorio, nel rispetto di una gestione che dovrebbe tenere
conto dell'importanza della tutela ambientale e della
sicurezza idrogeologica e sismica''.
red/mpd

