
(ASCA) - Roma, 21 mag - Ci sono due dati numerici che indicano l'indubbia tendenza dei ballottaggi. Il primo lo evidenzia Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, nella sua conferenza stampa: ''Sul poco piu' del centinaio di Comuni in cui si e' votato, 92 saranno governati dal centrosinistra. Fino a ieri erano solo 45''. Il secondo e' una asimmetria matematica. Si votava in 19 capoluoghi: 14 erano governati dal centrodestra e 5 dal centrosinistra, da stasera e' esattamente il contrario. Fanno eccezione Frosinone e Cuneo che passano al centrodestra malgrado amministrazioni uscenti di centrosinistra. Il Pdl e' in forte flessione, come si era gia' evidenziato nel primo turno elettorale di quindici giorni fa. In molti Comuni importanti non aveva neppure un proprio candidato al ballottaggio. A questo dato si aggiunge anche la crisi della Lega Nord, che perde 7 ballottaggi su 7 dove aveva propri candidati (governava in sei citta' in coalizione con il Pdl). Nella frana di consensi, il centrodestra perde citta' come Como e Monza (qui il centrosinistra va oltre il 60%) che erano state sempre governate prima dalla Dc e poi da Pdl-Lega Nord. Il Pdl perde anche Lucca, altra sua tradizionale roccaforte. Un altro dato assai significativo e' la bassa partecipazione ai ballottaggi. C'e' una flessione di 11 punti rispetto al primo turno, che gia' aveva segnalato la disaffezione degli elettori verso il voto e la politica. Avrebbe votato, secondo le proiezioni, all'incirca il 50% degli aventi diritto. Ma il grafico della partecipazione scende al 39% a Genova e al 41% a Palermo. Il sismografo del numero dei votanti in realta' minori non supera addirittura il 30%. Il Movimento 5 stelle conquista il sindaco a Parma, con la vittoria di Federico Pizzarotti su Vincenzo Bernazzoli, candidato del Pd e attuale presidente della Provincia. Il risultato del neosindaco si aggira intorno al 60% e denota come la vicenda di Parma abbia una sua specificita' dettata prima dalla crisi di Parmalat e poi dallo scioglimento anticipato per corruzione della giunta che amministrava il Comune. I grillini conquistano 2 sindaci anche in due piccoli comuni: a Mira, provincia di Venezia, e a Comacchio, provincia di Ferrara. Al primo turno era gia' stato eletto un sindaco del Movimento 5 stelle a Sarego, provincia di Vicenza, dove la Lega Nord era solita riunire il suo ''parlamento della Padania''. In altre due citta' significative e' il centrosinistra a primeggiare. A Genova si impone Marco Doria, con quasi il 60%, su Enrico Musso, che capeggiava una lista civica di centro. A Palermo e' un plebiscito per Leoluca Orlando, che alla fine dei conteggi potrebbe superare il 70%. Fabrizio Ferrandelli, candidato uscito primo nelle primarie del centrosinistra, esce pesantemente sconfitto nonostante l'appoggio ufficiale del Pd. Conferma per Massimo Cialente, sindaco di centrosinistra uscente dell'Aquila, che ha gestito tutta la fase post terremoto. Il centrosinistra festeggia pure a Taranto e Piacenza. Problemi aperti sulle alleanze in entrambi gli schieramenti. Il centrosinistra vince quasi ovunque in alleanza con Sel di Nichi Vendola e Idv di Antonio Di Pietro (la cosiddetta ''foto di Vasto''). Il Pdl paga la fine dell'alleanza con la Lega Nord e anuncia che dovra' per forze di cose ricostruire una nuova coalizione guardando al centro e rilanciando quella ''federazione dei moderati'' che piace a Silvio Berlusconi. Il centro di Pier Ferdinando Casini esce pero' fortemente ammaccato, per altro si era presentato in molte situazioni gia' al primo turno senza Fli e Api. Ora il Terzo polo potrebbe essere un progetto da mandare in archivio, come gia' annunciato proprio due settimane fa da Casini, per i risultati elettorali deludenti. A meno di un anno dalle elezioni Politiche (primavera 2013, senza urne anticipate), il risultato delle amministrative pone sul tavolo tutti i problemi per le due coalizioni: disaffezione elettorale, crisi della politica, incertezza sulla composizione degli schieramenti, scelta dei leader da mettere in competizione tra loro, programmi in una fase di grande incertezza economica. In Parlamento giacciono intanto inerti le proposte di riforma elettorale e costituzionale, insieme al disegno di legge anticorruzione e a quello che riforma i rimborsi elettorali. Da domani di quest'ultimo si discutera' nell'Aula della Camera. gar/vlm/mau
