(ASCA) - Roma, 26 nov - Un caldo benvenuto a Ginevra, dove da
lunedi' prossimi i ministri al Commercio dei 153 Paesi membri
si riuniranno nel quartier generale della Organizzazione
mondiale del Commercio (Wto) si riuniranno per il Settimo
vertice ministeriale della sua storia. Ma anche un
chiarimento immediato: in quei giorni non si negozieranno i
testi legali del Doha development Round, quel ciclo di
nogoziati ''dello sviluppo'' che l'organizzazione ha lanciato
nel 2001, subito dopo la caduta delle Torri gemelle, con
l'idea di assicurare attraverso la liberalizzazione
commerciale una nuova stabilita' globale. Il segretario
generale della Wto Pascal Lamy ha scritto a tutti i
giornalisti accreditati al vertice chiarendo che questo
appuntamento avra' come tema ''La WTO, il sistema commerciale
multilaterale e l'attuale ambiente economico globale'', cioe'
la crisi e impegnera' i ministri in due sessioni di lavoro:
una prima, il 1 dicembre, sulla ''Revisione delle attivita'
della Wto, compreso il Piano di lavoro di Doha'', una
seconda, il giorno seguente proprio su ''Il contributo della
Wto alla ripresa, alla crescita e allo sviluppo''. Un'agenda
''lenta'', auspica Lamy, che permettera' ai negoziatori di
incontrarsi e parlare un po' tra loro per chiarirsi.
Il mondo crede ancora al liberismo, afferma Lamy: a fronte
di un 10% di riduzione dei volumi degli scambi globali
registrato nel 2009, i Paesi membri della Wto hanno risposto
con misure protezionistiche che hanno interessato appena l'1%
del mercato globale.
Sull'appuntamento di Ginevra incombe, pero', una
coincidenza suggestiva: l'appuntamento di Ginevra, cosi'
''debole'' nel suo contenuto politico - almeno nelle premesse
- cade nel decennale esatto del primo stop subito dai
negoziati nel Vertice ministeriale di Seattle, quando
l'allora Millennium Round fu boicottato e costretto a
revisione dalle proteste di piazza di centinaia di migliaia
di persone.
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