(ASCA) - Roma, 23 gen - Riccardo Villari, Marco Beltrandi e
Mario Sardelli i tre parlamentari ''revocati'' dalla
Commissione parlamentare di Vigilanza e che contestano la
legittimita' di questo atto, oggi si sono riuniti a San
Macuto come commissione e hanno deciso di ricorrere alla
Corte Costituzionale.
In sostanza i tra parlamentari 'revocati' ritengono di
essere ancora pienamente legittimati ad agire e riunirsi come
componenti a pieno titolo della Commissione.
Al loro ordine del giorno era un solo punto: il ricorso
alla Consulta avverso la decisione dei presidenti di Senato e
Camera di revocarli dopo che tutti gli altri componenti si
erano dimessi.
Il ricorso e' motivato in termini di conflitto di
attribuzioni ai sensi dell'articolo 134 della Costituzione.
In un comunicato diffuso a conclusione della loro riunione i
tre parlamentari sostengono che ''il grado di autonomia della
commissione risulta violato dagli atti recentemente posti in
essere dai presidenti delle due Camere, con i quali, su
conforme parere delle competenti giunte per il regolamento,
sono stati revocati i compe'onenti ancora in carica e
disposto lo scioglimento''. E nel ''Processo verbale'' della
riunione compare la firma del senatore Riccardo Villari come
presidente della Commissione.
Ulteriore elemento di perplessita' nella vicenda e' la
mancanza del numero legale -i presenti erano solo in tre su
40- necessario per le delibere della commissione (nel caso
che sia ancora legittimata ad esistere).
Di parere diametralmente opposto era la lettera dei due
presidenti che faceva riferimento a poteri di cui sono
titolari i presidenti stessi che hanno formalmente nominato i
componenti la commissione. ''Tale situazione -scrivevano
Schifani e Fini- non puo' non richiamare direttamente in
causa i poteri e le responsabilita' dei presidenti delle
Camere, che -in base ai principi costituzionali e
regolamentari- devono assicurare il buon andamento
complessivo dei lavori e garantire il regolare funzionamento
degli organi parlamentari''.
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