(ASCA) - Citta' del Vaticano, 26 giu - La Chiesa ''non puo'
chiudere gli occhi'' di fronte ai casi di pedofilia tra i
propri preti, che in alcune diocesi arrivano a coinvolgere
quattro preti su cento. Lo afferma, in un'intervista al
settimanale cattolico spagnolo ''Vida Nueva' dedicata al
significato dell'Anno sacerdotale aperto lo scorso venerdi'
19 giugno da papa Benedetto XVI, il prefetto della
Congregazione per il clero, card. Claudio Hummes.
La Chiesa cattolica, in genere, non dispone di statistiche
sui sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia. Il cardinale
brasiliano pero', offre un indizio, affermando che ''i casi
di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei
sacerdoti''.
Piu' difficile la situazione di quei preti che non rispettano
l'obbligo del celibato: in questi casi ''la percentuale e' un
po' piu' alta'', spiega Hummes. In un'intervista
all'Osservatore Romano di un anno e mezzo fa, il 5 gennaio
2008, lo stesso cardinale aveva offerto dati leggermente
differenti: ''Si deve sempre ricordare - aveva detto - che
solo una minima parte del clero e' coinvolta in situazioni
gravi. Neppure l'uno per cento ha a che fare con problemi di
condotta morale e sessuale''. I preti cattolici di tutto il
mondo, secondo i dati piu' aggiornati, sono poco piu' di
400mila.
Nell'intervista con la rivista spagnola, il cardinale
Hummes si sofferma ampiamente sulla questione della
pedofilia, tornata alla ribalta dopo i risultati del
''rapporto Ryan'' in Irlanda.
Di fronte a questi casi, il prefetto della Congregazione del
clero invoca la ''linea dura', invitando la Chiesa a ''non
chiudere gli occhi di fronte al fenomeno''. Le sue parole
arrivano una settimana dopo che, in un'intervista
sull'Osservatore Romano del 19 giugno, il numero due della
sua Congregazione, mons. Mauro Piacenza, aveva denunciato
''un preciso disegno che va ben oltre il diritto di cronaca''
da parte dei media che raccontano i casi di pedofilia nella
Chiesa.
''Ci sono dei problemi - concede anche Hummes -, come i
casi di pedofilia e quelli dei sacerdoti che non rispettano
il celibato, che sono stati molto pubblicizzati negli ultimi
tempi''. ''La pedofilia - prosegue pero' -, senza dubbio, e'
un crimine terribile, di fronte al quale la Chiesa non puo'
chiudere gli occhi. Non c'e' posto nel ministero sacerdotale
per le persone che hanno commesso questi crimini. La Chiesa
non puo' accettare i casi di pedofilia; i colpevoli devono
essere puniti tanto con le leggi civili quanto con quelle
canoniche''.
''Detto questo - prosegue -, bisogna sottolineare che la
grande maggioranza del clero non ha nulla a che fare con
questi problemi. E' per questa che la Chiesa deve reagire e
non deve accettare che sia questa l'immagine del sacerdote
cattolico, formata da un preconcetto negativo molto forte che
umilia e ferisce l'immensa maggioranza dei sacerdoti. I casi
di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei
sacerdoti. Per la questione del non rispetto del celibato la
percentuale e' un po' piu' alta. Ma bisogna mettere in
evidenza che il resto dei sacerdoti sono uomini degni e
rispettabili, che danno la loro vita completamente e senza
condizioni a Gesu' Cristo e al popolo''.
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