(ASCA) - Citta' del Vaticano, 17 giu - Alla vigilia
dell'apertura dell'anno sacerdotale voluto da papa Benedetto
XVI, in Vaticano torna a porsi con forza la questione del
celibato obbligatorio dei sacerdoti. A sollevare il tema e'
stato uno dei cardinali piu' influenti della Chiesa, nonche'
stretto collaboratore di papa Ratzinger, il card. Christoph
Schonborn. Nella due giorni di incontri Oltretevere che il
pontefice e i massimi esponenti della Curia romana hanno
avuto il 15 e il 16 giugno con l'arcivescovo di Vienna e
altri rappresentati dalla Chiesa austriaca non si e' infatti
discusso soltanto del caso di Gerhard Maria Wagner, il prete
ultra-conservatore nominato in febbraio vescovo ausiliare di
Linz e successivamente costretto a dimettersi per la rivolta
dei preti e dei laici della diocesi.
In Vaticano, il card. Schonborn ha anche presentato la
cosiddetta ''Iniziativa dei laici'' (Laieninitiativ), un
appello di importanti cattolici austriaci lanciato all'inizio
di quest'anno, che chiede l'abolizione dell'obbligo del
celibato, il ritorno in attivita' dei preti sposati,
l'apertura del diaconato anche alle donne e l'ordinazione dei
cosiddetti 'viri probati'. Schonborn, che aveva incontrato i
promotori dell'iniziativa pochi giorni prima di arrivare a
Roma, in un'intervista alla Radio Vaticana spiega che, pur
''non condividendone alcune delle conclusioni, come ho detto
piu' volte'', ha presentato il ''Memorandum'' dei laici
austriaci - accompagnato da una nota di suo pugno - al
prefetto della Congregazione per il clero, card. Claudio
Hummes, ''pregandolo di leggerlo con attenzione''. ''Credo -
ha spiegato ai microfoni del programma tedesco della Radio
Vaticana - che sia importante che qualcuno a Roma sappia cosa
pensa una parte dei nostri laici dei problemi della
Chiesa''.
Secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale dei vescovi
austriaci Kap, durante il suo incontro con i promotori della
petizione, Schonborn aveva promesso che avrebbe presentato le
loro motivazioni e proposte a Roma, insieme con le relazioni
sulle conseguenze che la carenza di preti sta provocando in
46 diverse parrocchie, soprattutto nelle zone rurali. In
quell'incontro, l'arcivescovo di Vienna aveva espresso
''comprensione per le preoccupazioni'' dei laici, perche'
anche a lui ''sta a cuore la cura pastorale da parte delle
parrocchie'', tanto piu' in questo tempo di crisi per le
famiglie. ''Senza dubbio - aveva aggiunto - la carenza di
preti e' collegata all'aumento del numero di persone che
rimangono lontane dalla Chiesa e dalla fede''.
Naturalmente, il cardinale aveva ribadito la ''grande
tradizione'' del celibato nella Chiesa. ''Pero' - aveva
aggiunto - come ordinario per i cattolici di rito bizantino
in Austria, il cui clero e' in gran parte sposato, non ho
alcun disagio di fronte ai preti sposati''. I promotori
dell'appello, secondo Schonborn, dovrebbero cercare ''non
solo cio' che nelle presenti condizioni puo' esser desiderato
solo in una prospettiva di lungo periodo, ma anche cio' che
e' concretamente possibile'', e li aveva invitati a
completare la loro iniziativa con un ''incoraggiamento'' ai
giovani perche' scelgano il sacerdozio cosi' com'e' oggi. Un
invito prontamente raccolto dai promotori, tra i quali
spiccano tre politici di spicco del Partito popolare
austriaco (il partito cristiano conservatore, per molti anni
al potere, affine alla Cdu/Csu in Germania e alla Dc in
Italia): un ex-segretario generale, un ex-presidente del
Parlamento e un ex-vicecancelliere austriaco.
Non a caso, pur senza esserne l'argomento ''centrale'',
molti dei temi sollevati dalla petizione dei laici austriaci
sono stati affrontati nei colloqui avuti in Vaticano dai
vescovi austriaci. Secondo quanto riferisce ancora Schonborn,
papa Benedetto XVI all'inizio e alla fine della due giorni di
incontri ha ribadito con forza l'importanza del celibato dei
preti, collegandolo all'anno sacerdotale che si aprira'
domani in Vaticano. ''Il Santo Padre - ha spiegato
l'arcivescovo di Vienna - ha detto qualcosa che ci ha molto
colpito sulla questione del celibato, che naturalmente in
Austria, e soprattutto nella regione di Linz, e' un tema
molto 'caldo'. Ha detto che la questione, in fondo, e' se
crediamo che sia possibile e che abbia senso vivere una vita
fondata solo e soltanto su una cosa, Dio''.
Nell'intervista a Radio Vaticana, Schonborn riferisce
anche che durante i colloqui e' stato dedicato ampio spazio
al ruolo dei laici, e che il caso della diocesi di Linz -
scossa, come la Chiesa austriaca, da ''divisioni'' e
''profonde tensioni'' che e' inutile negare perche' sono
''fatti'' - e' un esempio positivo per il gran numero di
laici attivi, che si riflette ad esempio in una
partecipazione alla messa domenicale superiore alle media del
Paese. ''C'e' stato accordo tra i responsabili della Chiesa
romani ed austriaci che e' un bene che ci siano cosi' tanti
laici impegnati nella regione... Abbiamo un bisogno
impellente di laici che siano parte attiva della societa'''.
Dopo il caso Wagner, nella diocesi di Linz sono emersi alcuni
casi di preti che vivevano da anni con una donna,
contribuendo cosi' a riportare all'attenzione dell'opinione
pubblica austriaca la questione del celibato sacerdotale.
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