(ASCA-AFP) - Bruxelles, 30 mar - La Commissione europea ha
difeso il sistema di remunerazione dei commissari che concede
loro un'indennita' fino al 65% del loro stipendio per i tre
anni successivi alla fine del mandato, rifiutando il termine
''paracadute d'oro'' per descriverlo.
''La Commissione - ha dichiarato uno dei suoi portavoce,
Valerie Rampi - applica le norme che sono state fatte dagli
stessi Stati membri dell'Ue. Sono gli Stati membri che hanno
deciso di fissare l'insieme degli elementi di remunerazione
dei membri della Commissione, compresa quella del suo
presidente''.
Il meccanismo, ha aggiunto, e' inoltre simile a quelli
utlizzati ''da altre organizzazioni internazionali''.
Alcuni media e il centro di riflessione euroscettico
''Open Europe'' hanno espresso recentemente la loro
indignazione per questo sistema, che permette ad ex
commissari europei - vengono citati il britannico Peter
Mandelson, il titolare della Farnesina Franco Frattini e il
cipriota Markos Kyprianou - di continuare a percepire somme
ingenti dall'esecutivo europeo, nonostante abbiano lasciato
Bruxelles per diventare subito ministri nei loro Paesi.
Le norme in vigore prevedono che i commissari beneficino
per tre anni di un'''indennita' transitoria'' equivalente a
una cifra tra il 40 e il 65% del loro stipendio netto di
base, dopo aver lasciato la carica. E questo, secondo la
portavoce, allo scopo di facilitare il loro ''reinserimento
professionale''.
Questo stipendio mensile di base sale a 19.909 euro per un
commissario e arriva a 24.422 euro per il presidente
dell'esecutivo europeo, Jose' Manuel Barroso, ossia quasi
300.000 euro all'anno, senza contare le indennita' di
residenza e di rappresentanza.
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