(ASCA) - Roma, 27 ago - ''Essendo il nostro un sistema
bicamerale la Camera ha il dovere, e non solo il diritto, di
migliorare il ddl sul testamento biologico''. Lo ha detto
Adolfo Urso, viceministro con delega al commercio estero e
segretario della fondazione Farefuturo, nel corso di un filo
diretto a Radio Radicale.
''Mi auguro che alla Camera si trovino larghe convergenze
- ha detto Urso - che superino steccati di maggioranza e
opposizione, su un tema che non puo' essere da maggioranza di
governo e che non e' certamente parte del programma di
governo, per raggiungere un'intesa nella quale possa
riconoscersi la stragrande maggioranza dei cattolici e dei
laici. Non ci puo' essere l'eutanasia, l'accanimento
terapeutico e' da non condividere. Bisogna individuare cosa
puo' fare il medico in un rapporto fecondo con la famiglia,
in una cornice legislativa che dica con chiarezza cosa non si
puo' fare. Come fondazione Farefuturo abbiamo un denso
programma di lavoro con la fondazione Adenauer, 5 seminari e
convegni che si concluderanno in novembre nella sede storica
della fondazione Adenauer e tra queti abbiamo un confronto a
porte chiuse tra i nostri esperti proprio sui temi della
bioetica''.
Quanto a Monsignor Rino Fisichella che chiede a Fini di
essere super partes perche' il Senato si e' gia' espresso,
Urso ha affermato che ''la nostra Costituzione prevede un
doppio passaggio legislativo, il fatto stesso che il Senato
abbia approvato una legge, fra l'altro con una spaccatura
netta, non significa che la Camera non possa legiferare,
credo che la Camera abbia il diritto e il dovere di
intervenire. Il Presidente della Camera ha fatto bene ad
esprimere la sua posizione e a rivendicare alla Camera dei
deputati il diritto di poter intervenire in materia. La
Chiesa ha tutto il diritto e il dovere di far sentire la sua
voce quando lo ritenga, ma poi sono il Parlamento e la libera
coscienza dei parlamentari a dover definire il contesto
legislativo. Io ascolto la Chiesa quando parla, ma poi decido
secondo la mia coscienza''.
Rispondendo poi alla domanda di un ascoltatore sul
successo di Fini, ex leader di An, alla festa del Pd, Urso ha
risposto che ''non c'e' piu' An, c'e' il Pdl in cui coloro
che hanno fatto parte di An si riconoscono. Il Pdl e' un
partito piu' ampio e nuovo, maggiortiario, all'interno del
quale, come accade nel resto d'Europa, si possono riconoscere
cattolici e laici, liberali, culture diverse che scrivono il
programma di governo per quella legislatura''.
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