(ASCA) - Roma, 30 mar - Il sottosegretario al welfare,
Eugenia Roccella, difende il ddl sul testamento biologico
approvato al Senato, sul quale e' arrivato oggi un parere
negativo da parte del presidente del Collegio italiano
chirurghi, Pietro Forestieri. ''E' bene che il prof.
Forestieri si riprometta di compiere una lettura 'attenta' e
'serena' del ddl Calabro' sul fine vita, perche' dalle sue
attuali dichiarazioni e' evidente che ne ha fatto un esame
assai superficiale, piu' incline a seguire le deformazioni
ideologiche che ne sono state offerte piuttosto che il
testo'', afferma in una nota l'esponente del governo''.
Gli esempi che riportati da Forestieri (trasfusioni di
sangue e amputazione di arti forzate), prosegue la Roccella,
''disegnano uno scenario coercitivo che lascia trasecolati.
Nulla di tutto questo, naturalmente, e' previsto dal testo di
legge che lascerebbe entrambi i casi citati esattamente nella
situazione attuale, cioe' di rispetto del consenso informato
del paziente''.
''Il sospetto di un atteggiamento ideologico proprio da
parte di quegli esperti che, secondo il prof. Forestieri,
dovrebbero garantire l'apoliticita' dei propri parei sorge
piuttosto leggendo le dichiarazioni del professore. Vorremmo
invece che con i medici si aprisse un confronto non inquinato
da difese corporative''. E' necessario affrontare ''insieme i
problemi legati sia al bisogno di cura nel fine vita, che
alle legittime preoccupazioni di autotutela da parte della
classe medica per non indebolire il prezioso rapporto di
alleanza terapeutica tra medico e paziente'', conclude il
sottosegretario al welfare.
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