(ASCA) - Roma, 21 mar - Liberta' di cura, indisponibilita'
del bene vita, consenso informato, alimentazione e
idratazione sostegno vitale e non cure rifiutabili. La legge
sul testamento biologico che da martedi' 24 passera' al
giudizio dell'aula di palazzo Madama spacca il Paese su un
tema etico che scuote le coscienze e riformula in Parlamento
maggioranze trasversali. E dire che di bozze sul fine vita
nelle commissioni di Camera e Senato negli ultimi anni se ne
sono viste a decine, ma dal 10 febbraio, giorno in cui nella
casa di riposo ''La Quiete'' di Udine moriva Eluana Englaro,
certo tutto e' cambiato.
Nel suo nome papa' Beppino e tutti quelli che hanno a
cuore il principio della laicita' dello Stato e
dell'autodeterminazione hanno intrapreso una battaglia
legale, con la magistratura che ha invitato il legislatore a
compiere il suo dovere per riempire un vuoto legislativo. Il
resto e' cronaca, con un testo, quello della maggioranza,
molto chiaro nei principi, con il suo 'no' ad ogni forma di
eutanasia e alla possibilita' di rifiutare la nutrizione in
stato di coma vegetativo. Un punto questo che divide
maggioranza e opposizione, con Pdl e Pd muro contro muro,
divisi da due visioni completamente diverse del concetto di
vita e di liberta'.
Ad ispirare il testo Calabro' infatti vi e' l'idea che la
vita non e' un bene individuale disponibile, ma va sempre
legato alla collettivita' e per questo, come spesso ripetono
Quagliariello e Gasparri ''non si puo' lasciare nessuno
morire di fame o di sete''. Sull'altra sponda il Pd (tranne
l'ala teodem che condivide i principi del testo Calabro') e i
radicali, secondo cui il principio ''noli me tangere'' non
puo' essere messo in discussione da nessuna legge e deve
valere soprattutto in un provvedimento come quello sulle
dichiarazioni anticipate di trattamento che serve appunto a
garantire l'esecuzione delle proprie volonta' quando il
paziente perde le capacita' di intendere e volere.
Il testo sara' votato ora al Senato a partire dal martedi'
24 marzo (due sedute convocate: 11-14 e 16.30-21). Il voto
sugli emendamenti e sul testo proseguira' mercoledi' (aula
9.30-14 e 16.30-21), mentre giovedi' (9.30-14 e 15.30 fino al
voto finale).
Ecco i principali contenuti del ddl: NUTRIZIONE E
IDRATAZIONE. Il ddl precisa che sono ''forme di sostegno
vitale'' e ''non possono formare oggetto di Dichiarazione
anticipata di trattamento''.
VOLONTA' VINCOLANTI. Le dat sono vincolanti, ''il medico
non puo' prendere in considerazione indicazioni orientate a
cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con
le norme giuridiche o la deontologia medica''.
DURATA FISSATA A 5 ANNI E SI FARANNO DAL MEDICO. La durata
della validita' del testamento biologico viene allungata a 5
anni e le dat verranno depositate presso il medico di
famiglia e non piu' presso notai a titolo gratuito. Nel
testamento biologico, inoltre, potrebbe essere possibile
anche indicare la volonta' di donare il proprio corpo, dopo
la morte, a fini di didattica e ricerca.
DAT VALIDE SOLO PER 'CASI ELUANA'. Si conferma
all'articolo 5 del ddl che la legge fa riferimento
esclusivamente a pazienti in stato vegetativo e non ad altre
tipologie di pazienti.
FIDUCIARIO. E' il fiduciario l'unica figura autorizzata ad
intervenire per conto del soggetto che deposita una Dat. Si
esclude cosi' la possibilita' per qualunque persona terza ad
esclusione dell'eventuale fiduciario, di provvedere alle
funzioni di delega che a tale figura sono demandate. Nessuna
funzione e' dunque demandata alla famiglia del soggetto che
deposita le dat.
NASCE REGISTRO NAZIONALE DAT. Il ddl prevede l'istituzione
del Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento
nell'ambito di un archivio unico nazionale informatico. II
titolare del trattamento dei dati contenuti nel predetto
archivio e' il Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali.
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