(ASCA) - Roma, 23 feb - La legge che il Parlamento sta
elaborando sul testamento biologico ''coniuga carita' e
diritto''. Lo ha detto il relatore del provvedimento,
Raffaele Calabro', ai microfoni di Parliamo con l'Elefante,
su Radio 24. ''La liberta' di scelta si deve riferire alle
cure - ha ribadito - e questa viene permessa anche in
anticipo. Quello che non viene concesso, e che neanche la
Costituzione concede, e' di chiedere di morire. Alimentazione
e idratazione non sono cure ma sostentamento, poterle
rifiutare significa poter chiedere di morire. Come dire, io
mi voglio sparare: e lo Stato lo concede''.
Nello specifico, ha aggiunto il senatore del Pdl, ''molto
frequentemente non si tratta di farmaci nutritivi ma di
semplici frullati o omogeneizzati. Molto spesso cose molto
semplici''. ''Diversi sono i trattamenti come la ventilazione
che possono essere rifiutati dal paziente''.''Piuttosto, ha
aggiunto Calabro' ''bisognerebbe investire molto di piu' in
hospice, ospedali, strutture di accoglienza e cura per andare
incontro a questi malati che sono disabili gravissimi e non
possono essere abbandonati a se stessi''.
''Ci sono migliaia di persone - ha concluso - che dopo
lunghi mesi in coma nei centri di risveglio, riprendono una
vita normale. Bisogna tener conto anche di questo, non solo
dei singoli casi''.
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