(ASCA) - L'Aquila, 23 apr - Un decreto da 8 miliardi di euro
per il periodo 2009-2013, di cui 1,5 miliardi per le spese
correnti e 6,5 miliardi per le spese in conto capitale che
servono per la ricostruzione. Cosi', ha spiegato il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, si compone il provvedimento
pro-Abruzzo approvato dal Consiglio dei ministri. ''Abbiamo
reperito le risorse senza aumentare le accise su benzina e
sigarette, senza aumenti di tasse, ma spostando le risorse da
una voce all'altra del bilancio''.
Tremonti ha assicurato che, qualora dovesse essere
necessario, potranno essere reperite ulteriori risorse
potenziando ''il contrasto all'evasione e all'elusione
fiscale internazionale'', in altre parole la riedizione dello
scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero.
Ecco le misure del decreto.
PRIMO INTERVENTO D'EMERGENZA: Le spese correnti serviranno
a far fronte ai costi per le tende, le sistemazioni
alberghiere, i pasti caldi, l'assistenza, gli ammortizzatori
sociali, al pagamento degli straordinari per forze
dell'ordine e vigili del fuoco, a pagare le forze di
soccorso, il personale della scuola, le spese sanitarie. Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricordato che
il mantenimento di 73mila sfollati ha un costo giornaliero
stimato in 3 milioni di euro.
CASE PRIMA DELL'INVERNO: Le spese correnti serviranno
anche alla realizzazione di abitazioni per 13mila famiglie,
case da realizzare prima dell'inverno e che, in futuro,
saranno utilizzati come campus per gli studenti universitari,
quando le famiglie avranno di nuovo la disponibilita' della
loro casa. Il costo per questo intervento e' stimato in circa
700 milioni di euro che giungeranno dai fondi europei.
ABITAZIONI DISTRUTTE: Le famiglie che vogliono ricostruire
in proprio una nuova abitazione perche' quella vecchia e'
andata distrutta riceveranno un contributo pubblico gratuito
fino a 150mila euro, a condizione che le opere siano
realizzate nel rispetto della normativa antisismica. Bastera'
presentare le fatture relative all'opera in banca e la
societa' pubblica Fintecna seguira' le modalita' tecniche del
rapporto con l'istituto di credito. Fintecna regolera' anche
a totale carico pubblico i rapporti fra Cassa depositi e
prestiti e banche.
ABITAZIONI DANNEGGIATE: Per la loro ristrutturazione
ciascuna famiglia ricevera' fino a 80mila euro sempre
presentando le fatture in banca.
MUTUI: I cittadini che devono pagare il mutuo su una casa
andata distrutta possono seguire due strade: liberarsi del
mutuo e nel rapporto con la banca subentra lo Stato con
Fintecna che assume anche la titolarita' dell'immobile
distrutto; i cittadini possono anche decidere di mantenere il
mutuo. In entrambi i casi si ha diritto al contributo
pubblico fino a 150mila euro.
Nel caso di mutui che insistono su immobili danneggiati
dal terremoto la famiglia ha comunque diritto al contributo
di 80mila euro.
EDIFICI PRIVATI DI IMPRESE: Per gli immobili utilizzati
per l'esercizio di attivita' manifatturiere, artigianali o
commerciali e' riconosciuto un credito di imposta pari
all'80% delle spese sostenute e documentate, fino ad un
importo di 80mila euro utilizzabile in 5 anni. In caso di
incapienza del credito di imposta nel reddito, il cittadino
interessato puo' chiedere in alternativa di ottenere il
contributo pubblico diretto.
SPESE PER RICOSTRUZIONE PATRIMONIO PUBBLICO: Per questa
categoria di interventi si utilizzano spese in conto
capitale. Il governo centrale e le amministrazioni locali,
nelle rispettive competenze, predisporranno un programma per
la ricostruzione o la riparazione di infrastrutture o edifici
distrutti o danneggiati (uffici, caserme, universita',
chiese, edifici storico-artistici). Il programma viene
finanziato con fondi statali o parastatali, riallocando
risorse gia' disponibili all'interno del bilancio. Rientra in
questo utilizzo il fondo per l'economia reale e le imprese
istituito presso la presidenza del Consiglio da cui verra'
prelevato circa 1 miliardo. Anche l'Inail dara' un contributo
di 930 milioni di euro, che sono le risorse gia' previste nel
bilancio 2009 per gli investimenti immobiliari.
PREVENZIONE RISCHIO SISMICO: Viene disposto un piano
straordinario di verifica coordinato dalla Protezione civile
e focalizzato sull'area degli Appennini. Il caso di accertato
rischio sismico, per gli immobili privati e' disposto come
credito di imposta pari al 55% delle spese per i necessari
adeguamenti fino ad un importo di 48mila euro.
L'AQUILA ZONA FRANCA: Il governo presentera' in Europa la
richiesta di 'zona franca' per le zone colpite dal
terremoto.
La zona franca significa esenzione dalle imposte per un certo
periodo di anni. Sara' inoltre presentata la richiesta di
inserire nelle zone dell'obiettivo 1 le aree colpite dal
sisma.
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