(ASCA) - Roma, 14 apr - Le associazioni del terzo settore si
ribellano alla proposta lanciata al ministro dell'economia,
Giulio Tremonti, di assegnare una parte del 5 per mille del
gettito Irpef, a cui concorrono associazioni di volontariato,
enti locali, associazioni sportive, alle popolazioni colpite
dal terremoto in Abruzzo.
La proposta di Tremonti ''rischia di scatenare una guerra
tra poveri e di cancellare il principio di sussidiarieta' in
base al quale e' il cittadino che sceglie a che
organizzazione della societa' civile dare il proprio sostegno
attraverso il 5 x mille dell'Irpef'', spiega Andrea Olivero,
portavoce del Forum del Terzo Settore.
Il 5 x mille ha un tetto che in questo modo verrebbe
decurtato'', accusano le associazioni, in quanto nella
pratica, ''invece di individuare nuovi fondi dedicati alla
ricostruzione si sottraggono quei pochi a sostegno delle
organizzazioni impegnate nel sociale e nelle attivita' di
contrasto alla poverta'''.
Una decisione, quella di Tremonti, che sarebbe anche in
contrasto con la stessa finalita' del 5 per mille, che
dovrebbe essere destinato a un'organizzazione non profit e
non allo Stato. La notizia allarma il mondo delle
Associazioni non profit, in particolare le Associazioni che
si occupano di sostegno a distanza, spesso di piccole
dimensioni, cui il 5 per mille ''e' un supporto importante e
indispensabile per proseguire la propria attivita', in Italia
e nel mondo'', afferma in una nota l'associazione La
Gabbianella Onlus.
Sul fronte politico critiche dal Pd che, attraverso il
senatore Roberto Della Seta, definisce quella del ministro
dell'economia ''una proposta indecente e anche un po'
schizofrenica, speriamo venga abbandonata come altre idee
balzane proposte dal questo governo''. In questi giorni
tragici, afferma Della Seta, si e' dimostrato una volta di
piu' che il volontariato, l'associazionismo ''sono pilastri
insostituibili del 'welfare' italiano. Se la Protezione
civile nel nostro Paese ha raggiunto livelli importanti di
efficienza e capillarita', lo si deve anche e molto a
migliaia di associazioni grandi e piccole pronte a
mobilitarsi con generosita' e competenza nelle situazioni di
emergenza''.
Per Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, ''il problema
non e' quello di trovare risorse per finalita' benefiche
sottraendo agli uni per dare agli altri. Si e' persa una
buona occasione per tacere''.
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