
(ASCA) - Roma, 12 lug - ''La riduzione dei trasferimenti a
regioni e enti locali nel nuovo decreto sulla spending review
e' pari complessivamente a 7,5 miliardi di euro,
corrispondenti al 3% della loro spesa complessiva. Questa
cifra non potra' essere rivista ma nel corso dell'esame in
Parlamento si possono valutare i criteri di ripartizione del
taglio''. Lo ha spiegato il ministro per i Rapporti con il
Parlamento, Piero Giarda, intervenuto alla trasmissione
''Baobab' su Radio 1.
'''Dal punto di vista strettamente finanziario, la parte
rilevante del decreto e' la riduzione dei trasferimenti
statali a favore di regioni, province e comuni che vale
all'incirca il 70% degli interventi strutturali, pressappoco
7,5 miliardi. Queste risorse - ha sottolineato Giarda - sono
funzionali in modo diretto all'opzione che il governo ha
fatto di spostare avanti nel tempo, ridurre o eliminare il
previsto aumento di due punti dell'aliquota Iva''. Essendo la
spesa complessiva degli enti territoriali di 230-240 miliardi
l'anno '''una riduzione dei trasferimenti di 7,5 miliardi e'
pari al 3%. E' un fatto certamente non piacevole da dover
subire, ma e' sempre e solo il 3% del totale della spesa''.
Secondo Giarda '''e' difficile'' che il governo possa
rimettere in discussione l'entita' del taglio ai
trasferimenti ma '''credo ci sia spazio per il Senato e per
la Camera, ed anche per le strutture degli enti decentrati,
di fare proposte su come questa riduzione verra' ripartita.
Non tutti gli enti decentrati sono nelle stesse condizioni
economiche e finanziarie. Non tutti gestiscono le spese con
lo stesso grado di efficienza. C'e' certamente spazio - ha
concluso - per orientare anche l'attivita' emendativa in
Parlamento sui criteri di riparto dei tagli ai
trasferimenti''.
com-fdv
