(ASCA-AFP) - Madrid, 21 ago - Le regioni semiautonome
spagnole sono il ''il maggiore fattore di rischio'' per
l'impegno assunto da Madrid nei confronti dei partner europei
di ridurre il proprio deficit dall'8,9% del Pil nel 2011 al
6,3% nel 2012. Lo rivela un rapporto della Fondazione di
Studi di Economia applicata-Fedea, secondo cui se anche le 17
comunita' iberiche dovessero rispettare le misure annunciate
dalla Moncloa nel Piano economico finanziario (Pef), il
disavanzo prodotto nei confronti dello Stato centrale si
attesterebbe al 2,2% del Prodotto interno lordo, lo 0,7% in
piu' di quanto previsto dall'esecutivo di Mariano Rajoy.
Al contrario, prosegue il dossier, se le amministrrazioni
locali non seguissero le misure di riduzione della spesa il
disavanzo schizzerebbe al 4% del Pil, 2,5 punti percentuali
al di sopra delle attese del governo.
Secondo la Fedea il 2012 ''sara' un anno molto difficile
per le comunita' semiautonome spagnole, responsabili di un
deficit pari oggi all'1,5% del Pil'' del Paese.
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