(ASCA) - Citta' del Vaticano, 10 feb - In Siria, ''c'e' una
spirale di violenza, una violenza che aumenta di giorno in
giorno e la povera gente ne fa le spese, a cominciare da
tutte queste vittime innocenti'': e' la denuncia, ai
microfoni della Radio Vaticana, di mons. Mario Zenari, nunzio
apostolico in Siria. Quanto sta accadendo in questi giorni
nel Paese mediorientale, racconta, ''e' una cosa incredibile,
una cosa impressionante: i bambini sono presi di mira per
esempio ad Homs, dove si spara su qualunque cosa si muova.
Allora si spara addosso anche a qualche bambino che magari in
mano ha soltanto la spesa, il pane o del cibo che era andato
a comprare per la famiglia''.
''Qui - prosegue l'ambasciatore vaticano - cominciano a
scarseggiare i viveri, scarseggiano le medicine; e' difficile
curare i feriti ed e' addirittura rischioso soccorrerli.
Questa mattina un padre mi diceva che una signora
greco-ortodossa era andata da lui a supplicarlo: 'Mi aiuti a
seppellire quattro famigliari, tra cui mio padre, morti in
casa da quattro giorni...'. Non si riesce neanche a
seppellire i morti!''.
Per mons. Zenari, la situazione e' ''molto complicata'' ed
e' difficile ''decifrare tutta questa spirale di violenza''.
Quel che e' certo, pero', di fronte a una ''emergenza
umanitaria'' la comunita' internazionale deve ''impegnarsi di
piu'. Bisogna fare in fretta e non aspettare troppo a mettere
in atto almeno le soluzioni possibili''.
Quanto alla minoranza cristiana, il nunzio spiega che,
finora, e' stata ''rispettata'': ''Non sono stati presi di
mira i cristiani in quanto cristiani. Fino a questo momento
non e' stata graffiata neanche una chiesa... Questa
situazione, se si fa il paragone con altri Paesi dell'area,
dove hanno cominciato a bruciare chiese, da' un po' di
speranza''.
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