(ASCA) - Roma, 17 feb - ''Siamo di fronte ad un nuovo,
macroscopico segnale di disattenzione che il settore del
turismo riceve in una fase gia' pesantemente critica. Se
davvero si vuole mettere in condizione questo settore di
aumentare il suo contributo al Pil e alla creazione di nuovi
posti di lavoro, e' evidente che questo provvedimento getta
le basi per un risultato diametralmente opposto''. Questo il
commento di Confcommercio-Imprese per l'Italia all'ipotesi
prevista dal D.l. semplificazioni di estendere a tutti i
comuni la possibilita' di introdurre un'imposta di
soggiorno.
''Non si deve dimenticare - prosegue la nota - che sul
settore pesano inoltre una serie di nodi, come l'applicazione
anche ai turisti stranieri del limite di 1.000 euro per
pagamenti in contanti, decisione che non ha uguali in tutta
Europa, la soppressione della fonte piu' importante per il
finanziamento del sistema Buoni Vacanza, la mancata
risoluzione definitiva ad importanti questioni pendenti, dal
demanio alla fiscalita' del settore agli adempimenti connessi
alla disciplina lavoristica. Tutte norme che allontanano i
turisti anziche' attrarli in Italia, deprimono la gia' debole
domanda interna e caricano le imprese del settore di oneri e
costi operativi difficilmente sopportabili''.
Per questo - conclude la nota - Confcommercio chiede non
solo l'eliminazione dal decreto della norma sulla tassa di
soggiorno ma un pacchetto di interventi immediati e concreti
a sostegno del piu' importante comparto dell'economia
nazionale.
red/did/

