
(ASCA) - Roma, 10 lug - Meno prestazioni fornite rispetto
all'anno precedente (da 76 milioni a 75,3, -1%): il perche'
risiederebbe ''nell'introduzione del nuovo ticket imposto dal
Governo alle Regioni con la manovra finanziaria del luglio
scorso''. Ma si e' registrato anche ''un costante e
progressivo incremento dei costi relativi all'erogazione di
tali prestazioni, a percentuali di incremento che non sono
piu' sostenibili con l'andamento dei finanziamenti del Fondo
sanitario nazionale''. E' questo il bilancio del 2011 dei
servizi di specialistica ambulatoriale in Emilia-Romagna,
cosi' come illustrato alla commissione regionale Politiche
per la salute, (presieduta da Monica Donini), da Antonio
Brambilla, dirigente dell'assessorato alla Salute.
Sul tema liste d'attesa, Brambilla assicura che il sistema
sanitario regionale e' ''significativamente superiore al
resto del paese''. La causa principale dei ritardi, spiega,
e' ''l'organizzazione dei servizi sanitari'', e per questo
motivo ''negli ultimi tre anni e' stata raffinata la
capacita' programmatoria'', sia con ''l'aumento delle
prestazioni fornite'' sia con ''una migliore governance tanto
dell'appropriatezza prescrittiva dei professionisti quanto
dell'appropriatezza organizzativa delle aziende sanitarie''.
Il calo dello scorso anno nelle prestazioni erogate, che
sono passate da 76.008.277 a 75.383.1118, con una diminuzione
vicina all'1%, si e' concentrato nell'ultimo quadrimestre
dell'anno, quando cioe' e' entrata in vigore il
''superticket'', evidenzia Brambilla: ''Nel 2012 la riduzione
sara' ancora superiore - anticipa il tecnico -, ma bisogna
andare a vedere dove sono andate a finire le prestazioni
mancanti''.
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