(ASCA) - Roma, 4 nov - I ricercatori dell'Istituto di
Neurologia Sperimentale (INSPE) del San Raffaele di Milano in
collaborazione con diversi altri Istituti nel mondo, hanno
studiato gli effetti dell'utilizzo delle cellule staminali
neurali del cervello come agenti terapeutici in modelli
animali affetti da sclerosi multipla scoprendo che queste
determinano una riduzione della formazione delle lesioni
della mielina tipiche della malattia, un'attenuazione della
disabilita' neurologica conseguente al formarsi delle
suddette lesioni ed un aumento della sopravvivenza delle
scimmie ammalate.
La ricerca, coordinata da Stefano Pluchino e Gianvito
Martino (INSPE-HSR) - e svolta in collaborazione con Angela
Gritti (TIGET-HSR) ed Angelo Vescovi (Universita' di
Milano-Bicocca) e finanziata dalla Fondazione Italiana
Sclerosi Multipla, dall'Associazione Americana Sclerosi
Multipla, dal Ministero della Salute, dal Ministero
dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, dall'Istituto
Superiore di Sanita', dalla Comunita' Europea, dal Progetto
Mielina, dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa, e da BMW
Italia Group - e' stata pubblicata sul numero di ottobre
della prestigiosa rivista scientifica Annals of Neurology.
Negli ultimi anni la ricerca sulle cellule staminali si e'
focalizzata sullo sviluppo di terapie innovative mirate a
migliorare i danni arrecati al sistema nervoso centrale
(cervello e midollo spinale) da patologie infiammatorie e
degenerative come la sclerosi multipla.
Le terapie a base di cellule staminali neurali (neural
stem/precursor cells, NPCs) - utilizzate come risorsa per
riparare i danni causati da reazioni infiammatorie ''abnormi'
ed ''incontrollate' come quelle che avvengono in corso di
sclerosi multipla - erano state, fino ad ora, sperimentate
quasi esclusivamente su modelli animali di sclerosi multipla
ottenute in roditori. Gli scienziati in questo ultimo lavoro,
hanno fatto un ulteriore passavo avanti: hanno analizzato gli
effetti delle cellule staminali neurali umane iniettate in
scimmie marmoset affette da un modello animale di sclerosi
multipla piu' simile alla malattia umana rispetto a quanto
ottenibile nei roditori. Le cellule staminali neurali
iniettate sia per via endovenosa che per via intratecale,
ossia nello spazio attorno al midollo spinale, hanno
determinato risultati nelle scimmie affette da ''sclerosi
multipla'' sperimentale.
Inoltre le cellule staminali neurali iniettate hanno
dimostrato di sopravvivere nelle scimmie fino a tre mesi dopo
il trapianto rimanendo essenzialmente localizzate in aree
attorno ai vasi sanguigni del sistema nervoso centrale e
negli organi linfoidi secondari, continuando a svolgere la
loro azione terapeutica.
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