(ASCA) - Roma, 19 ott - Quattro 'no', ''decisi e
definitivi'', alla proposta di insegnare religione islamica
nelle scuole italiane. A pronunciarli il senatore Carlo
Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
dalle pagine de 'il Giornale'. ''I figli dei musulmani che
vivono nel nostro Paese - avverte - non devono essere
separati dagli altri ragazzi. L'ora di islam a scuola si
trasformerebbe immediatamente in una sorta di ghetto...un
altro muro oltre a quelli gia' eretti dalle comunita'
islamiche''.
Ma ci sono anche altri motivi: ''gli stranieri che vengono
nel nostro Paese per restare, vivere qui ed avere figli,
devono conoscere la nostra cultura che affonda le sue radici
nella cristianita'. Senza conoscenza non c'e' integrazione
possibile''. E poi, chiede Giovanardi, ''quali insegnanti?
Quale islam fare entrare nelle scuole: sciita, sunnita o
halawita? Sappiamo che sono realta' tra loro fermamentre
contrapposte. E quindi con quale criterio scegliere?''.
''Il quarto motivo per il quale ritengo la proposta
impraticabile. Perche' i musulmani e non i buddisti? Si
dovrebbe dare diritto d'accesso nella scuola pubblica a
insegnanti di tutte le religioni. Una scelta controproducente
per i processi di integrazione''.
E abolire l'ora di religione o sostituirla con un'ora di
storia delle religioni? ''Assolutamente no'', replica il
sottosegretario, ''Il 90% delle famiglie italiane professa la
religione cattolica. L'ora di religione nelle scuole non e'
un'ora di catechesi ma un'ora di conoscenza alla quale non
dobbiamo rinunciare''.
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