(ASCA) - Roma, 12 mar - Un naso nuovo in 5 minuti e senza
l'utilizzo di bisturi e punti di sutura. E' questa una delle
novita' che stanno emergendo dal summit internazionale in
corso fino a domani, sabato 13 marzo, a Bergamo.
Al centro dell'attenzione dei massimi esperti di chirurgia
del naso, uno degli interventi di chirurgia plastica piu'
richiesti nel nostro Paese, le possibilita' offerte nella
''rinoplastica non chirurgica'' dall'impiego di filler e
botulino che, nonostante la crisi, nel 2009 hanno registrato
10 milioni e mezzo di trattamenti negli USA, con un
incremento del 5% rispetto all'anno precedente.
''I fillers - spiega Frederic Braccini, chirurgo plastico
a Nizza, presente al summit e membro del consiglio direttivo
della European Academy of Facial Plastic Surgery, uno dei
massimi esperti sul settore della 'rinoplastica medica' -
consentono un 'modellamento' della superficie del naso per
difetti localizzati, sia in rinoplastica primaria che
secondaria, cioe' determinano una modifica del contorno''.
Si parla di fillers riassorbibili, pertanto
prevalentemente di acido ialuronico. La temporaneita' (6-12
mesi) del risultato, come spiega il chirurgo Enrico Robotti,
Direttore della Chirurgia Plastica degli Ospedali Riuniti di
Bergamo ''e' il prezzo da pagare per evitare le gravi, talora
gravissime, complicazioni che possono invece verificarsi con
l'impiego di fillers permanenti, che sono quindi da
proscrivere''.
In aumento anche le richieste di ricostruzione del naso da
parte dei maschi ''che tendono - svela Robotti - rispetto
alla femmina, ad essere meno specifici, spesso meno pazienti
e comunque meno attenti nella definizione delle specifiche
problematiche. Cio' rende opportune visite preoperatorie
ancor piu' accurate, allo scopo di condividere le prospettive
chirurgiche e verificare che le aspettative siano
realistiche. Senza contare che da un punto di vista tecnico
si deve soprattutto evitare il rischio di femminilizzazione
del naso maschile''.
L'aumento delle rinoplastiche secondarie, terziarie e
oltre (dipende da quanti interventi si sono fatti) e' dovuto
spesso all'insufficiente attenzione all'aspetto funzionale
(respiratorio) e al fatto che troppo spesso la rinoplastica
viene proposta come intervento semplice e veloce, da
effettuarsi addirittura ambulatorialmente in anestesia
locale. Enrico Robotti conferma che oggi il 30% circa del suo
lavoro e' correggere errori di passate operazioni: ''Quello
che tutti dovrebbero sapere - avverte - e' che un intervento
di correzione e' molto piu' difficile di una prima
operazione''.
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