(ASCA) - Roma, 17 apr - Sono molto meno di quelli previsti i
bambini con ADHD (la sindrome da Deficit di Attenzione e
Iperattivita') in terapia con psicofarmaci. Lo rende noto
l'Istituto farmacologico Mario Neri che sottolinea come in 20
mesi di attivita' del 'Registro Nazionale dell'ADHD nell'eta'
evolutiva', cui e' obbligatorio iscriversi per ricevere i
farmaci, siano stati iscritti 1090 pazienti che hanno
ricevuto almeno una prescrizione di atomoxetina (639 pazienti
pari al 57% dei registrati) o metilfenidato (451; 43%). Il
40% dei pazienti risiedono in Lombardia, Veneto o Sardegna e
un quarto del totale risulta in carico a solo 3 degli 86
Centri di riferimento accreditati dalle Regioni e dalle
Province autonome.
Solo il 30% dei pazienti ha ricevuto una terapia
psicofarmacologica associata a counseling e ad una terapia
cognitivo-comportamentale, come previsto dal protocollo del
Registro e dalle linee guida nazionali e internazionali.
Interventi di counseling sono stati effettuati al 59% dei
pazienti, di parent training al 37% e di child training al
25%.
In 35 pazienti si sono verificati eventi avversi: 8
durante terapia con metilfenidato (1,8% dei casi) e 27
durante terapia con atomoxetina (4,2% dei casi). Per 12 dei
35 pazienti le reazioni sono state giudicate gravi (1
metilfenidato e 11 atomoxetina) ed e' stata necessaria la
sospensione della terapia. In 3 degli 11 casi in terapia con
atomoxetina la reazione avversa e' stata l'ideazione
suicidaria.
mpd/mcc/bra
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