(ASCA) - Roma, 18 feb - E' necessario mettere una nuova
Europa alla guida dell'Unione, che ci riporti sul sentiero
del progresso democratico e civile con la forza propulsiva
della solidarieta'. Il motore di questo cambiamento non
possono che essere la politica e i cittadini. Lo sostiene
Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento
Europeo.
''In questo momento - fa notare Pittella - le nostre
opinioni pubbliche sono scosse dalla prolungata incertezza
delle risposte delle leadership europee, e non solo esse,
rispetto alle difficolta' economiche e finanziarie di molti
paesi e dall'assenza di chiare prospettive di crescita e di
sviluppo. Al tempo stesso ascoltano messaggi provenienti
dall'Europa che appaiono solo come richiami al rigore,
all'ordine nei bilanci pubblici, ai sacrifici. Quanto succede
in Grecia e' molto preoccupante perche' e' evidente che in
nome dell'Europa si sta superando la soglia massima della
sostenibilita' economica e sociale di qualunque programma di
risanamento. Anche in Italia si sentono gli effetti di questo
disorientamento. Stiamo rischiando di svalutare l'importante
materia prima di cui dispone il nostro paese e di cui ha
parlato davanti al Parlamento europeo Mario Monti:
l'attaccamento, tradizionalmente maggioritario, dei cittadini
agli ideali del progetto europeo''.
''Per questo - sottolinea quindi il vicepresidente vicario
del P.E. - c'e' bisogno di svolgere un'azione urgente
d'informazione e coinvolgimento dell'opinione pubblica nel
governo dell'Unione. E il nostro ruolo di parlamentari
europei, eletti direttamente dai cittadini, puo' certamente
contribuire a questo scopo. E' di fondamentale importanza
promuovere una mobilitazione popolare sui temi europei a
partire da piattaforme politiche e programmatiche che abbiano
la capacita' di collegare la ricerca di risposte urgenti alla
gravissima crisi attuale con il rilancio dei valori piu'
intrinseci della storia della costruzione europea. Questo e'
un compito che riguarda sia le forze politiche che tutti gli
attori sociali e, se ne sente molto il bisogno, anche le
forze della cultura''.
In una situazione cosi' difficile, secondo Pittella e'
essenziale ''orientare i nostri sforzi per ricostruire una
trama piu' ordinata di relazioni in cui tutti, governi degli
Stati membri e Consiglio europeo, Commissione, Parlamento
europeo e Parlamenti nazionali diano prova di partecipare
alla stessa sana competizione nell'interesse dei nostri
cittadini e del futuro dell'Europa. Ci siamo detti piu' volte
che e' necessario colmare il deficit democratico e rendere al
tempo stesso piu' trasparenti le decisioni assunte nella
dimensione sovranazionale dell'Europa. Le ultime decisioni
del Consiglio europeo, quelle che hanno portato all'adozione
del fiscal compact, vanno purtroppo nella direzione
opposta''.
''E' necessario un salto di qualita'. Non so sino a dove,
realisticamente, si puo' spingere l'obiettivo di un'Europa
federale. E' certo pero' che dobbiamo al piu' presto
restituire lo scettro del potere al popolo sovrano e alle sue
istituzioni, sia a livello nazionale che sovranazionale, e
contrastare decisamente la deriva a cui rischia di portarci
la concezione di una 'moneta senza politica'. Jacques Delors
- ricorda infine il parlamentare europeo - ha detto
recentemente che l'euro che conosciamo non e' certo quello
che lui aveva immaginato. E non e' un caso che molti ormai
convengono sul fatto che bisogna ripartire proprio dal Piano
Delors per ridare vigore e sostanza al progetto europeo''.
per/mau


