(ASCA) - Roma, 25 nov - ''Un regime parlamentare
razionalizzato'': cosi' Luciano Violante definisce il quadro
istituzionale che verrebbe delineato dalla riforma della
cosiddetta 'Bozza Violante'.
''Un regime parlamentare -spiega Violante ad
'affaritaliani.it- che non metta il governo in balia del
Parlamento, ma che dia forza all'esecutivo e al presidente
del Consiglio. Cosa che fa quel testo''.
Per quanto riguarda il numero di deputati che la Bozza
prevede a 512, e alla possibilita' di una ulteriore
diminuzione, Violante spiega che ''bisogna tener presente che
piu' si scende piu' aumenta la clausola di sbarramento
implicito, cosa che finora nessuno ha evidenziato. Il numero
dei parlamentari corrisponde alla capacita' di rappresentanza
anche delle pieghe del Paese. Sicuramente gli attuali 630
sono troppi, ma si deve stare attenti a non ridurli
eccessivamente da far diventare il Parlamento non piu'
rappresentativo''.
Qual e' il limite sotto il quale non scendere? ''Attorno
ai 500 credo che sia il numero giusto. Anche perche' -dice
Violante- il nostro Paese ha 8.000 comuni e 120 province.
L'Italia e' molto articolata e con grandissime differenze
territoriali. La rappresentanza deve tenere presente anche di
questi fattori''.
Gianfranco Fini ha detto che si potra' approvare la 'bozza
Violante' entro pochi mesi. E' ottimista? ''Il problema -fa
osservare Violante- non e' tanto cominciare... quanto finire,
perche' si e' iniziato tante volte con le riforme
costituzionali. Spero che la previsione del presidente della
Camera si verifichi e che sia condivisa da tutti. Se c'e' la
volonta' di modernizzare davvero il Paese, e renderlo quindi
competitivo, si puo' fare nell'arco di qualche mese.
Certamente entro la fine del prossimo anno''.
min/mcc/bra |