(ASCA) - Roma, 21 apr - ''Non condivido la scelta della
Direzione del Pd per un si' al referendum sulla legge
elettorale. Lo dico ora perche' non sono potuto intervenire
alla riunione di oggi e del resto non avevo visto questo
punto cosi' importante iscritto all'ordine del giorno. Non ho
cambiato idea rispetto a quella sostenuta durante
l'esperienza di governo''.
Lo afferma il vice presidente del Senato, Vannino Chiti.
''L'attuale legge elettorale - prosegue Chiti - il
cosiddetto porcellum, e' pessima: quella che uscirebbe dal
referendum e' assai peggiore. Contano i fatti, non i
discorsi.
Il premio di maggioranza non verrebbe cancellato ma
estremizzato: la lista che arriva prima alle elezioni, quali
che siano i suoi consensi, avra' il 54% dei seggi. Uno
sfregio alla democrazia che non posso condividere, e che non
mi pare superabile per ragioni di tattica politica''.
''Al Senato lo sbarramento, su base regionale, sarebbe
dell'8%. Una democrazia deve garantire non solo la
governabilita', ma anche assicurare la rappresentanza.
Escludere dalla vita delle istituzioni forze che hanno ampie
adesioni, favorisce solo gli estremismi. Si dice che dopo la
vittoria del referendum cambieremo la legge elettorale. Chi
lo farebbe'? Noi opposizione'? La legge che uscirebbe dal
referendum non verrebbe cambiata: non ci vuole molta fantasia
per capire chi ne diverrebbe il principale beneficiario. Quel
che e' certo che a rimetterci sarebbe la democrazia''. ''Mi
auguro e chiedo - conclude il vice presidente del Senato -
che come in passato la posizione del partito per il
referendum non sia vincolante. In ogni caso intendo
impegnarmi perche' la proposta referendaria venga sconfitta.
Gli italiani non meritano di essere posti di fronte
all'alternativa di scegliere il porcellum o un porcellum
rafforzato''.
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