(ASCA) - Roma, 14 mag - ''Nessun motivo per cambiare
posizione Pd ne' ora ne' dopo le europee'' e ''se la Lega
teme davvero che si raggiunga il quorum al referendum,
potrebbe cambiare opinione giacche' il Mattarellum sarebbe
comunque, per il Carroccio, un male minore rispetto al
risultato del referendum''.
Cosi' il senatore del Pd Stefano Ceccanti che aggiunge:
''Per questo sbaglia chi invita all'astensione pur volendo
una riforma elettorale perche' in tal modo si impedisce che
il deterrente del quorum incida sulla Lega e si favorisce il
permanere della legge attuale, certo in caso di fallimento
del referendum. Sbagliano doppiamente coloro che dall'interno
del Pd chiedono che il partito cambi la sua posizione appena
decisa. Un conto -spiega Ceccanti- e' il dissenso dei
singoli, del tutto legittimo in un grande partito plurale. Un
altro conto e' dare l'impressione di un partito indeciso e
pronto a cambiare continuamente posizione''.
''Dario Franceschini -prosegue Ceccanti- merita un doppio
plauso: sia per aver proposto quella giusta posizione, sia,
ancor piu', per averla mantenuta con fermezza. Ne' si capisce
il perche' bisognerebbe cambiarla dopo le europee: anche
allora sara' la possibilita' del quorum a favorire la
riforma, altrimenti impossibile''.
''E' surreale, inoltre, che in piena campagna elettorale
per europee e amministrative inizi il gioco delle candidature
a segretario per una fase congressuale -che, comunque, non si
aprira' prima di luglio- spesso da parte di alcuni di coloro
che avevano rifiutato la proposta di fare le primarie subito
per il segretario proprio con la motivazione di evitare una
sovrapposizione temporale con le elezioni vere. Nel momento
in cui, in alternativa alle primarie, si sceglie di darsi in
assemblea un segretario vero, e non un reggente, e' d'obbligo
essere poi conseguenti. C'e' un tempo per le elezioni e uno
per il Congresso. La distinzione -conclude Ceccanti- dovrebbe
valere per tutti''.
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