
(ASCA) - Roma, 30 ago - Il tribunale di Islamabad ha
aggiornato al primo settembre il processo per blasfemia
contro Rimsha Masih, la ragazzina cristiana di circa 13 anni
finita in carcere per aver bruciato pagine del Corano.
Secondo quanto riferisce ASIANEWS, il fronte islamista,
attraverso un legale, ha presentato un rapporto che contesta
i risultati della Commissione medica, che ha dichiarato
minorenne e con problemi mentali - non meglio specificati -
la giovane.
Fonti interne al tribunale riferiscono che domani i
giudici esamineranno il rapporto presentato dal legale dei
leader religiosi musulmani; per loro Rimsha non ha meno di 14
anni e non e' affetta da disturbi mentali, quindi deve
rispondere delle proprie azioni. Il primo settembre la
decisione dei giudici, in un'aula che - con molta
probabilita' - sara' blindata per ragioni di sicurezza. La
procedura vuole infatti che l'imputato sia presente al
processo, al termine del periodo di carcerazione preventiva,
che scade proprio il primo settembre.
Rimsha Masih e' accusata in base alla ''legge nera'' per
aver bruciato alcune pagine con impressi versi del Corano.
Per il codice rischia fino all'ergastolo e si temono
ritorsioni di elementi vicini al fondamentalismo talebano,
che piu' volte hanno assassinato in via extra-giudiziale
persone incriminate per blasfemia.
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