dall'inviato Gianfranco Astori.
(ASCA) - Abu Dhabi, 30 ott - Non accenna a diminuire
l'attivita' della pirateria internazionale sulle coste del
Corno d'Africa e del Golfo di Aden e si intensifica, di
conseguenza, lo sforzo di contrasto della comunita'
internazionale.
Negli Emirati Arabi Uniti per una Conferenza
internazionale nell'ambito dell'Ici (Instanbul Cooperation
Initiative), il segretario generale della Nato, Anders Fogh
Rasmussen, ha visitato oggi la fregata italiana Libeccio (F
572), operativa nella missione dell'Alleanza Atlantica
''Ocean Shield'' di contrasto alla pirateria.
Accompagnato dal Presidente del Comitato militare della
Nato, Ammiraglio Giampaolo di Paola e dal Vice segretario
generale, Claudio Bisogniero, Rasmussen, dopo un briefing, ha
ringraziato, con un breve discorso ''gli uomini e le donne
che operano al servizio della sicurezza internazionale''.
Nave Libeccio, in visita di porto ad Abu Dhabi,
contribuisce nell'ambito del gruppo SNMG2 (Standing Nato
Maritime Group 2), unitamente alle fregate Navarinon
(Grecia), Gediz (Turchia), Cornwall (Regno Unito) ed al
cacciatorpediniere Donald Cook (Usa), alla garanzia della
liberta' delle vie di comunicazione marittima nelle aree del
Corno d'Africa e del Golfo di Aden ed assicura la regolarita'
degli invii degli aiuti umanitari in Somalia. Proprio a meta'
ottobre, durante la sua attivita' di pattugliamento, la
fregata italiana ha tratto in salvo alcuni pescatori somali
alla deriva da due settimane nel Golfo di Aden.
La eccezionalita' della situazione dell'area ha portato la
comunita' internazionale ad ampliare la propria presenza.
Sono circa 27 i vascelli impegnati,di 16 nazioni, fra le
quali quelli di Giappone, Cina, India ed Arabia Saudita, ma
principalmente parte delle tre maggiori missioni: la Nato con
l'operazione ''Ocean Shield'', la Unione Europea con la
missione ''Operazione Atalanta'' e, infine, la missione
Combined Task Force 151 (CTF-151), nell'ambito della Combined
Maritime Force (costituita agli esordi dell'operazione
''Enduring Freedom''), allo scopo di focalizzarsi sulla lotta
alla pirateria.
L'operazione Atalanta e' stata decisa nel dicembre del
2008 dalle autorita' dell'Unione Europea per contribuire alla
deterrenza ed alla repressione degli atti di pirateria ed
assalto armato al largo delle coste della Somalia: in
particolare per proteggere la consegna degli aiuti umanitari
del WFP (Programma alimentare mondiale) alla Somalia. Ad
Eunavfor Atalanta contribuiscono Grecia, Francia, Belgio,
Svezia, Olanda, Norvegia, Germania, Italia, Spagna e Regno
Unito. Sviluppata nell'ambito della Esdp (la politica di
sicurezza e difesa della Ue), l'operazione parte dalla
circostanza che circa il 95% del volume delle merci degli
Stati membri della Ue viaggia per mare ed ha portato alla
realizzazione di un centro di sicurezza marittima per il
Corno d'Africa (MSCHOA) che provvede al monitoraggio 24 ore
al giorno del traffico marittimo che transita nel Golfo di
Aden.
Quanto alla missione Nato Ocean Shield, ha preso il via lo
scorso 17 agosto 2009, dopo l'approvazione da parte del
Consiglio Nord-Atlantico ed ha adottato, sulla base
dell'esperienza della precedente azione antipirateria (Allied
Protector), un approccio integrato basato oltre che sulle
operazioni a mare, sull'assistenza alle autorita' regionali
affinche' incrementino le loro capacita' di lotta alla
pirateria. Si situano in questo ambito i contatti sul terreno
tra le forze Nato, le autorita' somale e quelle del
Puntland.
La terza maggiore forza operativa nell'area e' la CF-151,
task force multinazionale incaricata di condurre operazioni
antipirateria nel Golfo di Aden, nel Mar Arabico, nell'Oceano
Indiano e nel Mar Rosso. Creata nel gennaio del 2009 si
avvale di assetti messi a disposizione di 20 paesi, fra essi
l'incrociatore lanciamissili Anzio (CG 68) della Marina degli
Stati Uniti d'America.
Lo scorso 26 ottobre, i comandanti delle tre task force si
sono incontrati a bordo della nave di Eunavfor ''Evertsen'',
per valutare i risultati degli sforzi effettuati sin qui, con
un buon esito sia per quanto riguarda gli attacchi nel Golfo
di Aden (nessuno nel mese di ottobre), sia per quelli portati
a segno nell'Oceano Indiano (sin qui quattro navi attaccate
con successo dai pirati).
Gas/cam/alf
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