(ASCA) - Roma, 26 giu - ''Va evitato che il partito sia
inchiodato a una sfida ripiegata su se stessa, condizionata
dalle aggregazioni interne e non dalle idee''. Lo afferma
l'esponente del Pd Francesco Rutelli, in un'intervista a
Repubblica.
L'ex presidente della Margherita, avvertendo sul rischio
di ''diventare un partito a vocazione minoritaria'', sostiene
che ''lo schema congressuale e' sbagliato. Le
primarie-plebiscito adesso, con due, tre vere candidature,
possono dimostrarsi un serio errore''. Questo perche',
sottolinea, ''avremmo potenzialmente due maggioranze diverse:
una tra gli iscritti, che eleggono i livelli locali, e
un'altra tra i votanti delle primarie, che sono aperte a
tutti. Salvo poi - prosegue - tenere un ballottaggio tra i
due meglio piazzati ristretto a mille delegati di partito''.
Sostenendo che ''tra una cosa e l'altra il partito sarebbe
a congresso per un anno'', Rutelli chiede di coinvolgere
''anche i non iscritti in una primaria''. Quello che si deve
evitare, aggiunge, e' ''una estenuante maratona. Credo che la
Direzione ci debba ripensare. Se necessario, farsi dare un
mandato da un'Assemblea Federale-lampo per adottare regole
statuarie piu' snelle e procedure piu' coerenti e rapide''.
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