(ASCA) - Roma, 16 lug - Un Partito Democratico aperto, ma
nello stesso tempo solido, radicato nel territorio, civino ai
cittadini a partire dai piu' deboli e laico: questo, in
sintesi, l'orizzonte delineato da Dario Franceschini nel suo
discorso programmatico oggi a Roma all'interno del rinnovato
Acquario Romano affollato di suoi sostenitori che poco minuti
prima delle 17 lo hanno accolto con un lungo e caloroso
applauso.
''vogliamo un partito aperto'' ha detto Franceschini
spiegando di riferirsi ad un partito ''che spalanca i propri
gruppi dirigenti a quelle persone, soprattutto a quei giovani
e quelle donne, che non hanno appartenenze precedenti e che
hanno scelto di cominciare il loro impegno politico con il
Pd. Quelli che vorrebbero entrare e impegnarsi ma spesso non
sanno nemmeno a che porta bussare e invece abbiamo un bisogno
enorme della loro freschezza e delle loro energie''.
''Un partito -ha aggiunto- che investe e spende nella
formazione politica. Questa cosa preziosa e dimenticata.
Indispensabile per spazzare l'idea superficiale che si
possano avere responsabilita' politiche senza un percorso di
preparazione e di studio che comincia dal basso, dalla
gavetta.
Un partito in cui il rinnovamento necessario dei gruppi
dirigenti non ha nulla a che vedere col ''nuovismo'' scelto
dall'alto, ma significa valorizzare e investire
sull'esperienza e sul radicamento territoriale di sindaci, di
amministratori, di segretari provinciali e coordinatori di
circolo, di parlamentari e quadri del partito.
Appena eletto segretario ho pensato di dover fare cosi', ho
sciolto i vecchi organi collegiali e ho formato una
segreteria costituita da un Sindaco, un Presidente di
Provincia e uno di Regione, un segretario regionale e uno
provinciale, una parlamentare e un consigliere regionale.
Per questo non devo fare promesse, ma soltanto dire che con
questi stessi criteri comporro' la mia futura squadra''.
min/did/rob (segue)
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