(ASCA) - Roma, 18 lug - ''Il segretario piu' adatto?
Bersani.
Per rilanciare il progetto serve anche un bel po' di
riformismo emiliano... ''.
Lo afferma Massimo D'Alema in un'ampia intervista al
quotidiano 'L'Unita'' in cui sostiene che ''c'e' qualcuno che
vuole abolire la sinistra'' e che ''senza radici il Pd e' una
palafitta''.
''La nostra gente -dice ancora D'Alema- ci chiede di non
litigare, ma il modo migliore perche' la discussione non si
traduca in uno scontro tra pochi e' la partecipazione larga
del nostro popolo''.
D - Franceschini da' al centrosinistra la colpa di non
aver varato il conflitto d'interessi tra il '96 e il 2001.
Lei e' stato premier in quella stagione, perche' la legge non
venne approvata?.
D'ALEMA ''Sono d'accordo, noi avremmo dovuto portare a
casa una legge seria. Non riuscimmo a vararla, ma non sarebbe
giusto addossarne a me la colpa. Sono quello che ci provo'
con maggiore impegno. Lo ha ricordato Stefano Passigli, uno
dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio, che
elaboro' quel testo. L'altro era Franceschini che ricordera'
ancora come andarono le cose... ''.
D - Cioe'?.
D'ALEMA - ''Presentammo una proposta approvata dal Senato,
all'inizio del 2000. Poi perdemmo le regionali, mi dimisi e
l'iter della legge non venne completato alla Camera. Giusto
rilanciare il conflitto d'interessi, purche' la riflessione
non diventi occasione per messaggi allusivi da battaglia
congressuale''.
d - Lei parla spesso di ''scosse'' che investirebbero
Berlusconi, immagina un'implosione imminente?.
D'ALEMA - ''Io faccio analisi politiche e non preannuncio
azioni giudiziarie. Dietro l'immagine di forza, la
maggioranza mostra crepe evidenti e il rapporto con il Paese
non e' quell'idillio che vorrebbe Berlusconi. Alle europee un
terzo degli elettori si e' astenuto. Tra chi ha votato, il
45% si e' espresso a favore del governo. Tutti gli altri
hanno scelto i partiti d'opposizione. Non siamo, quindi, un
Paese berlusconizzato''.
D - Malgrado cio' manca un'alternativa credibile...
D'ALEMA - ''Il problema e' che, di fronte a una
maggioranza del tutto inadeguata, toccherebbe a noi mettere
in campo un'alternativa di governo in grado di aggregare.
Emerge ancora, pero', la nostra debolezza. Spero che il
congresso possa rilanciare su basi piu' robuste il progetto
del Pd. E' l'assenza di una forte alternativa che consente al
governo di tirare avanti''.
D - Il Pd non decolla perche', parole sue, ''si e'
lasciata alla destra l'idea di comunita', solidarieta',
protezione delle fasce piu' deboli''?.
D'ALEMA - ''Un grande partito deve avere un'identita' e
questa c'e' se e' radicata nella storia del Paese. Gramsci
distingueva tra coloro che costruiscono gli edifici, che
hanno le fondamenta, e quelli che mettono in piedi palafitte
fragili''.
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