(ASCA-AFP) - Roma, 18 mar - Attivisti anti Aids,
rappresentanti dei governi di Francia e Belgio,
organizzazioni non governative, stampa. E' una pioggia di
critiche quella che ha investito papa Benedetto XVI dopo le
sue dichiarazioni di ieri sui preservativi, che a suo dire
non limiterebbero la diffusione dell'Hiv, ma anzi
''aggraverebbero il problema''. Una posizione che la Chiesa
cattolica ha sempre sostenuto, malgrado scienziati ed esperti
di sanita' siano tutti concordi nel dire che l'utilizzo dei
''condom'' e' il mezzo piu' efficace per bloccare
l'epidemia.
Michel Kazatchkine, capo del Fondo globale contro aids,
tuberculosi e malaria, ha giudicato ''inaccettabili'' le
affermazioni pronunciate dal papa nel suo primo giorno di
visita pastorale in Africa. ''Fare queste affermazioni in un
continente dove il 70% della gente che contrae il virus
muore, e' assolutamente incredibile'', ha detto Kazatchinke.
Durissimi i commenti anche del ministro degli esteri
francese, Eric Chevallier, secondo il quale le tesi del papa
''sono una minaccia per le politiche che regolano la sanita'
pubblica'' e del ministro della sanita' belga, Laurette
Onkelinx, secondo la quale le affermazioni di Ratzinger
''potrebbero distruggere anni di prevenzione e informazione e
mettere in pericolo molte vite umane''.
Il papa e' ''tristemente dalla parte del torto'', scrive
in un editoriale il New York Times, giudicando
''irresponsabile accusare i preservativi di peggiorare
l'epidemia'', quando le autorita' sanitarie internazionali li
considerano invece ''una componente fondamentale di ogni
programma di prevenzione''.
Le parole pronunciate da Ratzinger a bordo dell'aereo che
lo portava in Camerun vengono stigmatizzate dagli attivisti
anti-Aids di tutto il mondo. ''Ma questo papa vive nel 21mo
secolo?'', si e' chiesto Alain Fogue, portavoce del MOCPAT,
gruppo camerunense che promuove campagne per il trattamento
dei malati. ''Dire che i preservativi aggravano il problema
dell'Aids va totalmente contro tutti gli sforzi fatti dal
governo del Camerun e gli altri soggetti implicati nella
battaglia''.
''I commenti del papa mandano un messaggio confuso
all'Africa, specialmente in quei paesi dove la Chiesa
cattolica e' molto importante'', ha detto Judith Melby,
specialista dell'Africa per conto di un'associazione di
carita' di ispirazione cristiana in Gran Bretagna. ''Anche
per noi l'astinenza e' una parte importante della campagna,
ma non puo' essere la sola risposta alla prevenzione della
trasmissione dell'Aids''.
La posizione del Vaticano e' stata difesa dal portavoce
Federico Lombardi, che in una conferenza stampa tenuta
stamane a Yaounde' ha spiegato che ''Benedetto XVI ha posto
l'enfasi sull'educazione e la responsabilita'.
Non ci si puo' aspettare che questo viaggio cambi la
posizione della Chiesa cattolica nei confronti del problema
dell'Aids'', ha detto Lombardi, aggiungendo che la Chiesa
ritiene ''lo sviluppo di un'ideologia di fiducia nei
confronti dei preservativi non e'una posizione corretta'',
perche' manca di porre l'accento sul ''senso di
responsabilita'''.
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