(ASCA) - Roma, 15 ott - Omofobia, immigrazione e stampa: per
Navi Pillay, combattiva Alto Commissario per i diritti umani
dell'Onu, sono diversi i problemi che affliggono l'Italia. A
iniziare dalla notizia della battuta d'arresto della legge
contro l'omofobia. Per Pillay il blocco del Parlamento ''e'
un passo indietro'' per l'Italia. Giudizi duri anche
sull'aggravante di clandestinita' e sulla situazione dei
media, il tutto in un incontro con la stampa in occasione
della presentazione a Bruxelles del nuovo Ufficio dell'Onu
sui diritti umani presso la Ue. Dopo aver evidenziato il
passo indietro per il Paese, l'Alto Commissario Onu ha
ricordato che ''e' necessaria ovunque la piena protezione''
dei diritti di gay e lesbiche.
''L'omosessualita' - ha continuato - e gli omosessuali
vengono criminalizzati in alcuni Paesi ma non possiamo
ignorare che i gruppi minoritari e, tra loro gli omosessuali,
sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in
diversi aspetti della loro vita''. E' stato poi il turno
dell'aggravante di clandestinita', una norma considerata
''discriminatoria'' perche' ''devono esserci le stesse regole
per tutti per lo stesso crimine''. Inoltre, insiste l'Alto
Commissario Onu, ''noi puniamo la criminalizzazione dei
migranti per il solo essere migranti irregolari''. Pillay
pensa anche, eventualmente, ad un intervento presso il
governo Berlusconi.
''Possiamo chiedere all'Italia di cambiare la legge, non
lo escludiamo'', ha affermato, ricordando che l'Onu aveva
''gia' sollevato il problema quando era stata presentata la
bozza del pacchetto sicurezza e - ha ammonito - continueremo
a farlo''. La questione verra' discussa in un prossimo
incontro con la Presidenza svedese della Ue. L'Alto
commissario Onu ha infine affrontato anche il tema della
liberta' di stampa.
''Stiamo monitorando la situazione in Italia e ovunque la
liberta' di stampa venga minacciata''. Si tratta, ha detto
ancora la sudafricana, di ''un diritto prioritario''. Pillay
ha annunciato che l'anno prossimo si rechera' in Italia,
anche se al momento solo su invito del Vaticano.
Bersani ha avuto una reazione piu' equilibrata, sto pensando
di votare per lui alle primarie, certamente non votero'
Franceschini che propone la mia espulsione''.
Questa posizione fa piacere a chi sostiene Franceschini
perche' dimostra che e' proprio il segretario in carica a
difendere con piu' ostinazione le posizioni del Pd su
argomenti che riguardano la laicita' e i diritti civili.
''Ben venga il voto della Binetti ma a patto che condivida le
mie regole. Deve esistere un organismo statutario che fissa
con precisione quali sono i casi in cui vale liberta' di
coscienza del parlamentare'', commenta Bersani che precisa
come il voto della Binetti sulle pregiudiziali contro la
legge sull'omofobia non riguarda la liberta' di coscienza.
Giuseppe Fioroni, ex ministro della Pubblica istruzione,
prende posizione contro l'eventuale espulsione di Binetti:
''Mi batto perche' in un partito democratico e plurale quale
siamo noi ci possa essere la liberta' di esprimere dubbi e
pensieri diversi''. La pensa cosi' anche la senatrice Dorina
Bianchi, capogruppo nella Commissione sanita': ''Non e' il
caso di dare giudizi perentori su Binetti. Il Pd e' un grande
partito dove credo ci sia lo spazio per tutti, e' nato per
questo''.
Paola Concia, deputata del Pd relatrice sul progetto di
legge contro l'omofobia, tra i sostenitori di Marino nel
dibattito congressuale, rivolge un appello al suo partito:
''O la mia posizione o quella di Binetti. Il Pd mi deve dire
da che parte sta anche se mi pare chiaro che il segretario
l'abbia detto''. E annuncia che votera' a favore del disegno
di legge sull'omofobia che Mara Carfagna, ministro per le
Pari opportunita', potrebbe presentare gia' questa mattina
nella riunione del Consiglio dei ministri.
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